James Pallotta

(Il Messaggero – A. Angeloni) Questa Uefa è proprio «insensibile», le battute si sprecano a Trigoria e dintorni. Il presidente Jim Pallotta è stato richiamato dall’Uefa per le dichiarazioni post Roma-Liverpool. Certo, non (solo) per aver invocato la Var, ma per aver usato la parola «ridicolo» riferendosi alla direzione arbitrale di Skomina. Le battute si sprecano, dicevamo, perché poche settimane fa, dopo Real-Juventus, per molto peggio non è successo niente. Nessun provvedimento dall’Uefa, nessun deferimento o richiamo alla Juve, né ai protagonisti delle ormai celebri dichiarazioni di Buffon e Agnelli, tra l’altro presidente dell’Eca, ovvero dei maggiori club europei. L’Uefa stavolta è intervenuta, rimproverando Pallotta di condotta inappropriata che dovrà confermare il prossimo 31 maggio (i legali del club pensano di scongiurare punizioni eccessive, che non sembrano previste). Oltre alla questione del «ridicolo», al presidente della Roma viene contestata anche la frase con la quale definiva «scherzo» le decisioni dell’arbitro sul mani di Alexander-Arnold e sul fuorigioco (inesistente) fischiato a Dzeko. «È inaccettabile quello che abbiamo visto. È indispensabile l’utilizzo della Var, altrimenti si rischiano figuracce e si rischia di scadere nel ridicolo», appunto, la sua dichiarazione completa nel fine gara. Il presidente rischia la multa (difficile) o solo un giallo (vedremo), che suonerebbe come una specie di sculacciata. Dopo la giornata convulsa di ieri, è tornato un po’ il sereno. Uefa e Roma, dopo il botta e risposta, fanno sapere, restano in buoni rapporti. Oltre a Pallotta, toccata tutta la Roma, per accensione di fumogeni, organizzazione insufficiente e scale bloccate. La società si mostra tranquillità, forte anche dei complimenti della Uefa a fine partita L’equivoco da dove nasce? Questione di moduli: il delegato deve completare una serie di voci legate alla preparazione del match e alla gestione dell’ordine pubblico.

MODULI – Quando deve inserire un commento, per semplificare, è costretto a barrare la casella insoddisfacente. Ad esempio, è stato contestato il numero esiguo dei tornelli per il settore ospiti. Tra i commenti figura anche che la polizia ha reso possibile l’afflusso aprendo un ulteriore cancello. Insufficiente qualcosina, insomma, non l’organizzazione tout court. La replica di Pallotta, poi. «Sono sorpreso dall’apertura di questo procedimento disciplinare. Per me è la condotta Uefa (riferito ai delegati, preciserà, ndr) ad essere inappropriata». Benissimo. Dichiarazioni per direttissima anche sulla questione ordine pubblico. «Muoio dalle risate (in generale, non contro la Uefa, altra precisazione, ndr). Autorità, Coni e Roma hanno garantito una professionalità mai vista. Non potremmo essere più orgogliosi dei nostri fan e della città». In effetti i ringraziamenti del Liverpool alla Roma e alle forze dell’ordine italiane hanno lasciato intendere che tutto fosse filato liscio. Ha provato a spegnere le tensioni il dg Baldissoni, che a Sky, ha precisato: «Il presidente ha solo affermato che si può fare ricorso alla tecnologia. E magari gli è scappata qualche parola (il club sostiene che Jim non avesse capito bene la domanda, ndr) più colorita ma non vogliamo mancare di rispetto a nessuno, l’arbitro è il primo a sapere di sbagliare. Noi dobbiamo occuparci nei nostri errori, non di quelli dell’arbitro». Il corpo della questione, alla fine, è la Var, che l’Uefa per ora rifiuta. Michele Uva, ad della Figc e vicepresidente Uefa, spiega perché: «Non siamo contrari, ma i tempi non saranno brevi. Le partite sono tante, ci vorrebbero troppi arbitri e dovrebbero provenire dai Paesi che la usano. Percorso complesso».

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