Cristante e la Roma: “Una bella occasione”

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Bryan Cristante

(Il Messaggero – M. Tenerani) Coverciano è il presente, la Roma potrebbe essere il domani. Bryan Cristante è reduce da un’annata straordinaria a Bergamo, ma non si nasconde di fronte alle domande più delicate: «Lì sto benissimo, non mi manca niente, ma se si dovesse presentare l’occasione per proseguire il mio percorso di crescita la prenderei». In Nazionale azzurro scherza con Florenzi e gli altri: «Le battute sul mercato si fanno, ma è normale». Tra uno scherzo e l’altro la realtà potrebbe davvero colorarsi di giallorosso, ma adesso c’è ancora l’Atalanta: «E’ stata un’annata straordinaria, abbiamo ripreso l’Europa e per noi non era scontato».

LA VITA NEL MEZZO – Nasce il nuovo centrocampo dell’Italia, Cristante sarà uno dei protagonisti e i paragoni con i predecessori sono comunque pesanti: «A dir la verità – risponde – l’Italia in tutti i ruoli ha avuto formidabili interpreti. Dobbiamo conoscere chi ci ha preceduto e siamo consapevoli che siamo chiamati a dare il meglio. Dobbiamo metterci alle spalle la grande delusione del Mondiale perso. Ora ci sono tanti giovani che stanno trovando continuità nelle loro squadre, possiamo ripartire». C’è la necessità, però, di trovare una giusta collocazione tattica in Nazionale: «Mancini mi sta impiegando da mezz’ala e mi chiede anche di andare a finalizzare. Mi sto trovando benissimo, ma dico grazie anche a Gasperini perché mi ha dato una grossa mano. Col suo gioco mi ha valorizzato tanto». A 19 anni è volato in Portogallo nel Benfica: «E’ stata una esperienza che rifarei e che consiglierei ad un giovane: per me è stata importantissima. A quell’età fare una quindicina di presenze, nella varie competizioni e per giunta in un top club europeo, penso sia un gran risultato. Quando sono tornato ero sicuramente cresciuto». Bryan alla fine del 2011 a 16 anni e 9 mesi ha esordito in Champions col Milan, oggi ne ha solo 23 ma sembra molto più maturo e riesce a rimanere impermeabile alle voci di mercato che lo investono quotidianamente: «Il miglior sistema per gestire tutto ciò – sorride – è pensare poco e leggendo ancora meno. Testa solo al campo e ora in particolare a Coverciano dove ci stiamo preparando alla prossima partita con la Francia».

VENTURA MONDIALE – Gli chiedono di Ventura e di quello che è successo, ma lui dribbla bene. «Non so come andassero le cose in precedenza, per me era la prima volta: io ho esordito con la Macedonia, in un momento di caos, ma vi assicuro che nello spogliatoio noi eravamo concentrati solo sulla gara». L’Atalanta, una forte emozione: «L’avventura in Europa League è stata un’altra esperienza utilissima. Provare un gioco diverso dal nostro, più fisico, più intenso mi è servito». Chiusura con Agostino Di Bartolomei, ieri era il 24esimo anniversario della scomparsa del grande capitano giallorosso: «Purtroppo non l’ho visto giocare, sono nato un anno dopo, ma so che è stato un grandissimo campione».

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