«Gara perfetta». Bonucci promuove l’Italia. Che, valutata dal regista della difesa, funziona. Perché dietro i pericoli sono sempre pochi. Buffon fa la prima vera parata dell’Europeo sul tocco ravvicinato di Piquè e l’unico gol preso è quello dell’irlandese Brady a Sirigu, rete inutile ai fini della qualificazione. Nemmeno una con il Belgio, con la Svezia e con la Spagna, cioè quando si fa sul serio, la porta si chiude davanti al muro del blocco Juve, con le sentinelle Barzagli, Bonucci e Chiellini. Che fanno stare tranquillo il capitano, sempre e comunque pronto al gesto da campione. L’ultimo allo Stade de France, vale quanto un gol: «Siamo qui anche per fare miracoli», sottolinea il portiere. «I miei compagni sono bravi e mi fanno intervenire poche volte. E io devo stare attento a non vanificare quanto di buono fanno loro. I tifosi si identificano in questa squadra, che non ha superstar ma uomini di grande volontà». Chiellini, 7 reti azzurre con quella alla Spagna, è sempre più il secondo realizzatore del gruppo, dietro a De Rossi con 18. «Sono andato sulla respinta ed ero sicuro di fare gol. Era una palla impazzita, sono stato bravo a crederci. Per settantacinque minuti si è vista una grande squadra, che non si è solo chiusa. Avevamo un po’ di rivincite da prenderci». Bonucci si inserisce: «Non siamo solo brutti, sporchi e cattivi. Stavolta siamo stati anche belli. Conte ci ha detto che dobbiamo essere ventitrè sognatori. Lui è importante, perché ci ha dato un’idea di gioco e una motivazione, a noi che siamo una squadra con poco talento. Ecco, il ct in questo è un vero talento».

CENTRAVANTI DA ZONA CESARINI «Se arrivasse prima l’occasione per fare gol, la sfrutterei, non mi piace aspettare sempre agli ultimi minuti». Qui Pellè colpisce nel recupero: dopo il Belgio, la Spagna. «Con De Gea ho un conto aperto dalla Premier, ma alla fine gli faccio sempre gol. Sono un positivo, anche nei momenti delicati. Difficilmente non ho fiducia in me. Non è facile giocare sempre bene, io ci metto il cuore e l’anima. Faccio tanto per stare al top, dal primo giorno lavoriamo duramente e i sacrifici portano a queste soddisfazioni. Ho scelto l’estero perché in Italia ho trovato difficoltà». Ha preso il posto di Balotelli. Che si complimenta con gli ex compagni: «Avrei amato essere in Francia, ma devo dire che da casa, e quindi da tifoso, i ragazzi mi stanno emozionando. Forza Italia».

(Il Messaggero – U. Trani)

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