Roberto Bordin

AS ROMA NEWS SHERIFF BORDIN – Roberto Bordin, 58 anni, allenatore dello Sheriff Tiraspol, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport per parlare della sfida di domani contro la Roma in Europa League. Queste le sue dichiarazioni:

Per lei la prima volta contro un’italiana.
«È una grande squadra, anche se giocano Belotti ed El Shaarawy invece di Lukaku e Dybala, non sono male lo stesso, e in questa coppa la forza della Roma vale nel girone e in assoluto, in EL sono gli ultimi finalisti».

Mou ama il gioco speculativo, chiuso, non lascia spazi.
«Ma non mi sembra che l’ultima gara con l’Empoli abbiano speculato… Anzi, hanno raccolto quello che avevano lasciato per strada con la Salernitana e a Verona. Mou è bravo per quello che ottiene dai giocatori e dà a loro, come tecnico e umanamente sempre al massimo. Mi auguro che con l’Empoli abbiano già dato tutto davanti!».

Come l’affronterete?
«Non a viso aperto perché col palleggio ti massacrano, bravi nelle ripartenze, loro magari fanno turnover ma non hanno problemi, hanno grande qualità. Devi contenerli però giocando di squadra: se guardi il gol di Dybala con l’Empoli, basta una finta e via. Bisogna tagliare le linee di rifornimento e passaggi per quelli davanti, perché Lukaku è bravo pure nello scarico».

Voi cambiate a ogni mercato.
«L’organizzazione e la tattica però sono le stesse, squadra sempre ribaltata a giugno, tanti elementi nuovi, è la loro mentalità qui: vogliono giovani che qui hanno possibilità di giocare in Europa, grande vetrina, e motivati per poi rivenderli. L’età media è bassa, 24,6 anni. Poi Luvannor è tornato per l’Europa, sono tutti motivatissimi, un buon mix».

Chi dei suoi nuovi o vecchi l’ha sorpresa per miglioramenti e crescita?
«Sono cresciuti molto Joao Paolo, centrocampista bravo, nazionale di Capo Verde, e Garananga, 22enne difensore dello Zimbabwe. Poi il 34enne Ricardinho, tornato dopo 6 anni, e Talal».

Il girone, oltre alla Roma, è con Slavia Praga e Servette: il vostro obiettivo?
«Il 2° posto, si andrebbe ai playoff di EuroLeague, o almeno il 3° per restare in quelli di Conference. Lo Slavia è forte, è primo nel suo campionato che è un bel torneo, vuol lasciare il segno in Europa, il Servette è di quarta fascia ma una delle più forti di quel lotto».

Quali i suoi ricordi migliori da tecnico Sheriff in Europa?
«Nel 2017 la vittoria a Mosca con la Lokomotiv in EuroLeague; non passammo nel girone per differenza reti col Copenaghen, perdemmo lì l’ultima. E a febbraio la vittoria col Partizan in Conference a Belgrado, ribaltando il ko dell’andata».



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