Zeman: “Oggi è la Roma di nessuno. Il presidente non si sa dove sia”

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Zdenek Zeman

NOTIZIE AS ROMA ZEMAN – Zdenek Zeman, ex allenatore di Foggia, Lazio, Roma e Pescara tra le altre, ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero parlando anche dei giallorossi di Paulo Fonseca. Questo un estratto delle sue dichiarazioni:

Non conosce Fonseca: ha capito come vuol far giocare la Roma?
“No. Dal vivo sono andato all’Olimpico solo per la gara contro l’Atalanta. Non ho visto il calcio offensivo e aggressivo. Parlare è un conto, poi mettere in pratica sempre un altro. E l’Ucraina, come campionato, non è l’Italia. Lui sta cambiando tanto, anche il sistema di gioco. Quando lo ha fatto Di Francesco, alla fine ha perso il posto”.

Eppure all’inizio è stato accostato proprio a Zeman: che cosa ha pensato in quei giorni?
“La solita offesa al mio gioco. Lo dicevano solo perché prendeva troppi gol”.

Come mai la Roma passa da un infortunio all’altro?
“A parte i traumi di gioco, la principale causa è la mancanza di preparazione in estate. Dopo tre giorni si gioca, magari in America. Si chiede subito uno scatto. Così ti rompi. Servono quaranta giorni per mettere la base, distribuiti tra lavoro muscolare e organico. Ora si mischia tutto. E lo stress fisico, prima o poi, lo paghi”. 

La Roma e la Lazio sono in corsa per il quarto posto: quale delle due è favorita?
“Possono farcela entrambe. Ora Inzaghi ha qualche chance in più, essendo a Roma da più anni. La squadra è collaudata. Fonseca ancora deve scegliere la formazione e su chi puntare. Ma nella sua rosa ha sicuramente più qualità”.

Crede che Totti e De Rossi, prima o poi, torneranno alla Roma?
“Penso di sì, ma dovranno esserci le condizioni giuste. Francesco ha dovuto dire basta perché lo utilizzavano solo a scopo pubblicitario. È triste che sia finita così perché per anni è stata la Roma di Totti. Oggi è la Roma di nessuno: il presidente non si sa dove sia. Chi la rappresenta? A Francesco auguro di trovare un ruolo in cui riesca a divertirsi e dare il suo contributo. Non lo vedo allenatore. Daniele, invece, sì. Ha voglia di farlo”. 

E Zaniolo?
“Ha forza fisica. Ma è centrocampista. Mezzala destra o sinistra”.

Ha lavorato con il presidente Pallotta: a distanza di anni, come mai non è riuscito ancora a conquistare la tifoseria?
“Perché ha ceduto i giocatori con cui avrebbe vinto lo scudetto. E facile, con quei campioni”.

A 72 anni quale squadra avrebbe voglia di guidare?
“Non i campioni del mondo, ma in un club dove l’allenatore consiglia i giocatori. E a loro insegna. Ora i presidenti fanno la squadra con i procuratori. Quando alla Roma mi mostrarono cinquanta centrali difensivi, in dieci secondi scelsi Marquinhos. E dicono ancora che lo hanno preso loro. Lo misi terzino, come Nesta. Quando sono giovani, di lato fanno meno danni. Ma avete visto quanto è diventato forte Alessandro. Adesso l’altro fa addirittura il mediano in mezzo. Ma sa che cosa fare: quando conquista la palla, la appoggia a Verratti”.

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