Le belve spesso attaccano perché hanno paura. Kevin Strootman ha gli occhi da tigre, aggredisce e morde, ma non ha più paura. Benvenuti nella favola che diventa storia. Non c’è solo il lieto fine ma anche un nuovo inizio: a 26 anni Strootman comincia la sua nuova carriera. «Ora posso dare tutto in campo – spiega dal ritiro della nazionale olandese -. All’inizio è stato difficile, ero più concentrato sul ginocchio che sulla partita. Ma ho fatto delle vacanze fantastiche, poi mi sono allenato bene e ora mi sento forte e sono in forma. Sono definitivamente uscito dal tunnel».

RISORSA Strootman è uno dei motivi per i quali la Roma ha preferito investire su un terzino (Bruno Peres) piuttosto che su un centrocampista. A Trigoria sono sicuri di aver ritrovato un giocatore decisivo, già nell’immediato. Tutti i test fisici e atletici dell’estate hanno dato esiti confortanti. E le quattro partite ufficiali giocate in dodici giorni sono stati solo una conferma delle sensazioni estive. «Per tornare quello di un tempo Kevin deve solo giocare. E quindi gioca» sentenziava Spalletti ad agosto per iniettare potenza al suo motore. Manca ancora qualcosa per riavere il meraviglioso centrocampista che la Roma aveva conosciuto per sette mesi prima del tremendo infortunio di Napoli. Ma il percorso sembra finalmente virtuoso e anzi, secondo lo staff medico di Trigoria, Strootman riuscirà ad esprimere il suo migliore livello di prestazioni l’anno prossimo. Questo non significa che non possa dare un grande contributo alla squadra da subito – andate a rivedere l’azione che ha impostato e poi finalizzato a Cagliari – ma alimenta la speranza che con il passare dei mesi il suo rendimento possa crescere costantemente.

TATTICA Con l’infortunio di De Rossi, Strootman diventa doppiamente importante sia da un punto di vista numerico che tattico. In assenza del mediano titolare, la Roma alternerà Paredes e Strootman davanti alla difesa a seconda delle esigenze e delle circostanze della partita: del resto Strootman è uno che sa fare tutto. E chissà che contro la Sampdoria, di rientro dalla trasferta in Svezia con l’Olanda, non gli tocchi addirittura la fascia di capitano: se Florenzi non giocasse dall’inizio o se fosse sostituito in corso d’opera, l’incaricato diventerebbe lui.

CONTRATTO Presto dovrebbe essere anche annunciato il rinnovo del contratto, che per una questione di scadenze è diventato urgente quanto l’adeguamento di Manolas e Nainggolan. Pallotta, quando Strootman è stato operato per la terza volta al ginocchio sinistro, aveva anticipato la volontà della società di prolungare il rapporto. «Rinnoveremo di un anno» disse il presidente, spiegando che la scadenza sarebbe stata portata al 2019. Non dovrebbero esserci problemi nella trattativa perché Strootman è molto riconoscente al club che lo ha aspettato nel periodo più nero e ha intenzione di agevolare la chiusura dell’accordo. D’altra parte, per la Roma il rinnovo è fondamentale: se Strootman, come tutti gli amanti del calcio si augurano, dovesse dimostrare con il passare del tempo di aver ritrovato il suo standard ottimale, in estate tornerebbe molto richiesto sul mercato. E a Pallotta non converrebbe affatto doversi confrontare con ammiratori che vogliono sfruttare la scadenza vicina.

ESPLOSIONE Intanto Strootman ha sorpreso persino Spalletti, che all’inizio dell’estate raccontava: «Il ragazzo ha bisogno di un periodo di partite dove non sarà al massimo. Ha di giocare un pochino. Quello dell’anno scorso non è sufficiente. Strootman è uno forte, molto forte». Tanto forte che nelle prime quattro partite ufficiali della Roma, ha sempre giocato titolare. E complessivamente ha saltato soltanto 10 minuti di agonismo. Di questo passo, a questo ritmo, saranno gli altri ad avere paura di Strootman. Che quando diceva, a maggio, «sarò il primo acquisto della Roma della nuova stagione», evidentemente non parlava a vanvera: il rullo, o se preferite la lavatrice, è davvero tornato a pieni giri.

RIENTRI Intanto, mentre Strootman lavora quotidianamente per trascinare la Roma fuori dai dubbi di un periodo controverso, altri rinforzi si scaldano per rientrare in pista: Rüdiger ha bruciato le tappe dopo l’operazione al crociato e conta di giocare entro la fine di ottobre e lo sfortunatissimo Nura, terzino classe ‘97, ieri ha ripreso a correre. A Trigoria lo considerano già un fenomeno, più del “gemello” nigeriano Sadiq che è stato ceduto al Bologna, e dopo tante peripezie contano di lanciarlo in prima squadra.

(Corriere dello Sport – R. Maida)

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