Rivolta a Trigoria. L’addio a De Rossi scatena i tifosi, striscioni contro Pallotta e il club

Daniele De Rossi

NOTIZIE AS ROMA DE ROSSI CONTESTAZIONEDalle parole ai fatti, dagli insulti social (migliaia) alla contestazione. Pacifica, ma comunque dura. Il licenziamento di De Rossi ha scatenato un’ondata di malumore mai vista a Roma. La protesta è iniziata nella notte con l’affissione di diversi striscioni in giro per la capitale mentre diventa virale l’immagine dello stemma della Roma senza Romolo e Remo. Tra i più duri, quello affisso davanti a Campo Testaccio: Un presidente maiale e una società incompetente. DDR per sempre nel cuore della tua gente. Mentre fuori alla sede societaria dell’Eur è apparsa pure una croce rovesciata. Tutto dedicato al capitano quello apparso a Corso Vittorio dove abita il calciatore: DDR vanto nostro.

Solo un antipasto della manifestazione andata in scena a Trigoria nel primo pomeriggio. Circa 150 ultras, nonostante la forte pioggia, hanno occupato il piazzale Dino Viola per dirigersi al centro sportivo. Esposti due lunghi striscioni «AS Azienda, oggi chiarimo sta faccenda» e «Noi l’As Roma voi azienda funebre». Azienda è il termine usato spesso ieri dall’ad Fienga. Gli ultras hanno accesso fumogeni e intonato cori contro Pallotta e la società tanto da convincere lo stesso De Rossi ad uscire dai cancelli per parlare con loro. Il capitano è stato accompagnato dal ds Massara e da Ranieri. Il colloquio è durato circa 10 minuti e ha avuto toni forti ma decisamente pacifici. I tifosi hanno chiesto a gran voce a Massara il perché di questa decisione invitando la società a ripensarci. De Rossi ha fermato tutti: Anche se mi dovessero presentare il rinnovo ora non firmerei più. E ancora: “Non vestirò un’altra maglia italiana se me lo chiedete voi”. Ma i tifosi non gliel’hanno chiesto. Massara ha poi aggiunto: “La decisione non è nostra, ma della società a Boston”, quasi giustificandosi. E intanto Pallotta ha dovuto cancellare il profilo social del suo ristorante a Boston per troppi insulti. La protesta proseguirà sabato a Reggio Emilia col Sassuolo e il 26 maggio quando avverrà l’ultimo saluto a De Rossi. Il numero 16 ha già ricevuto diverse offerte tra cui quella del Boca Juniors (sua 2° squadra del cuore), ma è disposto ad ascoltare eventuali offerte di club italiani. La decisione di non rinnovare il contratto a Daniele è stato anche un input del nuovo allenatore. Tutte le strade sembrano portare a Gasperini che avrebbe già detto sì. Ora c’è da convincere Percassi, il presidente dell’Atalanta. Il piano di riserva è Fonseca dello Shakhtar.

(Leggo – F. Balzani)

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