Robin Olsen

NOTIZIE AS ROMA OLSEN – Alla fine, come lo scorso anno, ti salva Alisson. Ops no, Olsen. Alisson non c’è e se Olsen è lì è proprio perché Alisson non c’è più: ovvio. Ma perché proprio Olsen, ci si chiedeva, e non un altro? Chissà, forse perché costava meno di Areola, meno di Alisson (questo sicuro, ci mancherebbe).Perché conveniva, perché lo ha scelto Savorani, perché c’è venuto da solo, perché, perché e perché. C’è Olsen oggi, punto. Olsen non esce, Olsen non para, Olsen è un citofono, Olsen è forte tra i pali, anzi no nemmeno, non è forte mai, non è reattivo. Poi.

Ma è un nazionale, quindi proprio scarso non deve essere. Vediamolo, aspettiamo. Appunto. Aspettiamo. Via al campionato, tralasciamo le amichevoli estive. Fortunato di sicuro, basti ricordare la palla papera di Torino finita in angolo,quella a Milano (uscita non uscita) su Higuain e gol successivamente annullato dal Var. Male con l’Atalanta,questo sì. Il pensiero di non avere un gran portiere esiste e forse è anche così, ma sostenere che non sappia difendere la propria porta, è sbagliato, comunque un po’ incauto.

Diciamo, questo è vero, che non è proprio da considerare un portiere “moderno”: stenta nell’uscita e nel rinvio con i piedi, va poco fuori dall’area. La linea di porta la tiene, lì è affidabile.E ieri, la Roma è stata salvata da Olsen, non da Alisson. Lo svedese fa una grande parata che salva capra e cavoli (e per poco non leva dall’incrocio anche il tiro di Birsa, quello del 2-1), salva parecchie sedioline che cominciano a scricchiolare. Tiro di Giaccherini, volo di Robin e palla in angolo. Uuuu.

Ma l’angolo nemmeno si batte perché Mazzoleni fischia la fine della pietosa esibizione tra la Roma e il Chievo. Se Olsen si fosse distratto un attimo,quella palla sarebbe finita sotto la traversa, questo è chiaro a tutti. Sotto, non sopra. Quindi gol; quindi 2-3;quindi un bel casino. Quindi zero punti invece di uno (che è poco lo stesso, ma meglio di niente). E Olsen? Poverino. Sarebbe diventato non solo peggio di Alisson, ma anche peggio di Fuzato. Ma ognuno di noi ha la sua sliding doors. Chissà ora, che vita lo aspetta.

(Il Messaggero – A. Angeloni)



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