Le colpe del tecnico e i flop di mercato

Eusebio Di Francesco

(Il Messaggero – M. Ferretti) L’errore più vistoso e plateale è stato quello di non ritenere la partita contro la Fiorentina più importante di quella contro il Barcellona. Perché le probabilità di ribaltare la sconfitta del Camp Nou, planando così sulle semifinali della Champions, erano e continuano ad essere pari allo zero o giù di lì. Invece c’era da difendere, confermandolo, il terzo posto in classifica, quello che dà diritto a partecipare alla Champions della prossima stagione, eppure si è scelto di mandare in campo contro la Viola la Roma di riserva. Con tanta gente che, è arrivato il momento di dirlo, non è da Roma, cioè da squadra con ambizioni e costi in grande stile. È stata fatta una valutazione completamente sballata per il peso che aveva (e avrà) nell’economia del campionato l’impegno contro la squadra di Stefano Pioli. Date un’occhiata alla classifica, se non ne siete convinti.

HORROR SHOW – Una Roma a tratti oscena, nella prima frazione, capace di beccare due reti e di non metter mai davvero paura agli avversari. Con il rispetto per tutti, se/quando il migliore è Bruno Peres vuol dire che troppe cose non vanno. Basterebbe questo dato per inquadrare la faccenda, visto che il brasiliano per lunghi tratti della stagione è stato considerato una specie di peso all’interno dello spogliatoio. Ma il discorso non riguarda soltanto il turn over, le scelte esagerate, dunque sbagliate, di Eusebio Di Francesco. Se il tecnico, ad esempio, ha preferito spedire il centrale Jesus sulla corsia di sinistra, tenendo ancora una volta in panchina Jonathan Silva, il più misterioso degli oggetti misteriosi, vuol dire che l’argentino alla Roma non serviva (e infatti non sarà riscattato). E che dire, poi, di Defrel? Imbarazzante. Alla pari di Gonalons, costato 5 milioni di euro più 3,2 al suo agente che sennò lo portava altrove… Schick è stato buttato dentro per la disperazione ma, traversa a parte, ha dato ancora fiato ai suoi tanti detrattori. Hector Moreno è da una vita in Spagna, si sa. Qui è il caso di chiarire una cosa, e in via definitiva: se Di Francesco è inadeguato per stare sulla panchina della Roma, la società prenda subito provvedimenti, senza se e senza ma. Perché la Roma non può permettersi di non arrivare tra le prime quattro. A patto che al suo successore vengano poi dati giocatori realmente da Roma e non tante, troppe figurine stropicciate che non sono più scambiate neppure con i doppioni. Se il colpevole è Di Francesco (e lui lo è), colpevole è anche chi l’ha scelto e portato a Roma. E che gli ha fatto la squadra a metà. Non ci possono essere incolpevoli, qualcuno che abbia la coscienza pulita quando si sommano figuracce su figuracce, arrivando a perdere sei volte all’Olimpico. E adesso all’orizzonte, oltre al Barcellona, c’è anche il derby, già da oggi la partita della stagione.

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