Josè Mourinho

ULTIME NOTIZIE AS ROMA BODO GLIMT MOURINHO – Se la Roma dei Friedkin e di Mourinho voleva entrare nella storia, si può dire che l’abbiano già fatto. Peccato, però, che per il momento abbiano scelto la porta sbagliata, perché il 6-1 rimediato contro i norvegesi del Bodo Glimt – 218° nel ranking Uefa – ha un peso maggiore persino del 7-1 rimediato a Manchester contro lo United del 2007 o l’1-7 interno del 2015 contro il Bayern Monaco, scrive La Gazzetta dello Sport.

In una modesta Conference League i giallorossi perdono il primato del girone, rischiando quindi di andare ai playoff per andare avanti, mentre lo Special One inchioda la rosa ai suoi limiti. «Il Bodo è più forte della Roma scesa in campo». Ebbene, secondo i valori di mercato dei siti specializzati, i titolari dei norvegesi (in una rosa che complessivamente varrebbe 14 milioni) arrivano a fatica a 6,5 milioni, mentre solo l’undici di partenza dei giallorossi di ieri assommerebbero a un valore – ormai puramente virtuale – di 111 milioni.

Imbarazzante, così come la difesa del g.m. Pinto prima della partita: «Volete mettermi sempre a confronto con Mourinho. Se facciamo un paragone con altre squadre come Juve e Inter, è chiaro che la squadra è diversa. Fa parte del nostro progetto».

A fine partita, però, l’allenatore non parla delle big del nostro campionato, ma del Bodo, che finora in pochi avevano sentito nominare e che invece, grazie a un 4-3-3 dinamico e che cerca sempre la profondità senza buttare mai via la palla, fa a fette il 4-2-3-1 dello Special One, che dà il suo meglio per il momento solo negli spazi aperti.

Si capisce perché a fine partita i 400 eroici tifosi giallorossi che sono andati sopra il Circolo Polare Artico per sostenere la squadra, l’abbiamo “respinta” quando alla fine hanno accennato ad andare sotto di loro. Capitan Pellegrini voleva dare la maglia, ma non l’hanno voluta, anche se alla fine sono rimasti a parlare col capitano, che alla fine si scusa.

Non ha quasi senso parlare delle doppiette di Botheim e e Solbakken – apparsi fenomeni – , così come degli acuti di Berg e Pellegrino. La rete di Perez, arrivata già su un 2-0 maturato in appena venti minuti, è stata solo una folata di speranza, perché quando sono entrati i titolari, le cose sono andate anche peggio. Perciò sarebbe ingeneroso prendersela solo con i vari Reynolds, Kumbulla, Calafiori, Villar, Darboe, Diawara o Mayoral. La Roma è parsa imbelle , e persino ai livelli di Conference non è possibile permetterselo.

Logico che la proprietà sia rimasta basita dal k.o. Basti dire che Mourinho in carriera non aveva mai preso sei gol in una partita. «È tutta colpa mia – dice il tecnico –. Volevo dare opportunità a chi non gioca tanto e, per la rosa che abbiamo, far riposare chi è sempre in campo. Se potessi giocare sempre con gli stessi (del campionato, ndr) lo farei, ma è un gran rischio. Sapevo i nostri limiti, ma mi aspettavo una risposta migliore. Una sconfitta del genere lascia sempre ferite. Ho parlato con la squadra e sono stato onesto, anche se non posso esserlo pubblicamente. Però una cosa sono i nostri 12-13 giocatori, una cosa gli altri. Il loro centravanti sembrava che avesse una moto da GP e i miei una bicicletta. Al ritorno lo aspettano Mancini e Vina. Ai Friedkin comunque ho già parlato. C’è bisogno di qualità».

E a chi gli ricorda che non ha mai subito sei gol in una gara, replica: «Non conta quello che provo io, ma la squadra. Contro il Napoli giocheremo avendo sulle spalle il peso di una sconfitta storica». Proprio vero.

© RIPRODUZIONE RISERVATA