Stephan El Shaarawy

ULTIME NOTIZIE AS ROMA BODO/GLIMT EL SHAARAWY – Il calcio, a volte, si scopre evangelico. Non perché sia affascinato da Sorella Povertà (non scherziamo), ma perché a volte succede che gli ultimi – un po’ a sorpresa – possono diventare i primi, scrive La Gazzetta dello Sport.

In una squadra di calcio, infatti, le gerarchie sono meno consolidate di quanto si pensi e così, nella Roma di José Mourinho, l’attaccante più prolifico si scopre essere quello che, sulla carta, in estate sembrava quasi il brutto anatroccolo della situazione, visto che Abraham (pagato 60 milioni), e Shomurodov (18) avevano preso la copertina e i sogni dei tifosi. Invece è andata diversamente. Intendiamoci, troppo presto per certificarlo come cigno, ma di sicuro Stephan El Shaarawy – tornato dalla Cina da svincolato nel gennaio scorso – sta garantendo ai giallorossi quel minimo sindacale di reti che gli altri attaccanti invece non riescono a produrre.

Per il momento, per l’ex milanista, 5 in 555 minuti giocati, con una media di una rete ogni 111 minuti, il tutto in 15 apparizioni di cui solo 4 da titolare, ma solo una volta in campionato e le altre 3 in Conference League, da dove ha attinto il grosso del bottino: tre gol contro le due fatte registrare in Serie A. Insomma, in cima alla piramide dell’attacco c’è il Faraone.

A onor del vero, però, la costruzione ha un’altezza per il momento assai contenuta, se si pensa che Abraham ha messo a segno 4 gol in 1064 minuti (in media 1 ogni 266), Mkhitaryan 2 in 962 (1 ogni 481), Zaniolo 1 in 910 minuti, Shomurodov 1 in 471 minuti e Perez 1 in 426.

Come dire, non numeri da bomber spietati. Proprio per questo la cinquina di El Shaarawy assume ancora maggior valore, se si pensa che prima dell’inizio della stagione i riflettori erano tutti per l’attaccante inglese – il più caro della storia della Roma insieme a Schick – e per l’uzbeko, senza contare il rinnovo di Mkhitaryan, protagonista nella scorsa annata, e il ritorno di Zaniolo dopo la lunga assenza. Morale: se persino Perez, destinato alla cessione, si era ritagliato il suo quarto d’ora di celebrità avendo avuto da Mou l’ok per la permanenza, al Faraone – che nel 2020-21 aveva segnato appena 2 gol in 14 presenze, finendo per perdere anche la Nazionale – non pensava più nessuno.

E invece domani contro il Bodo, in quello che si annuncia una sorta di spareggio per il primato del girone di Conferenze League (che vale il passaggio del turno senza spareggi), toccherà a El Shaarawy provare a traghettare la Roma sulla spiaggia della vittoria, che la farebbe tornare padrona del proprio destino nell’affrontare gli ultimi due match del raggruppamento. La buona notizia, però, è che anche il tifo giallorosso ha voglia di “vendicare” l’onta del 6-1, ormai storico, subito dalla Roma nell’andata contro i norvegesi.

Infatti, saranno oltre quarantamila i romanisti che affolleranno l’Olimpico per sostenere la squadra di Mourinho. Da segnalare, tra l’altro, l’iniziativa del club che, nel contesto della campagna “Heroes” – lanciata nel 2020 a inizio pandemia – ha dato disponibilità alla Regione Lazio per invitare operatori sanitari alla partita. Fare gol stavolta sarà indispensabile e, in tal senso, la squadra sarà ancor più responsabilizzata dal fatto che mancherà capitan Pellegrini, il cannoniere stagionale, fermato da una infiammazione al ginocchio. Così, in una squadra a trazione anteriore, stavolta El Shaarawy ritroverà un posto da titolare. Con un obiettivo chiaro: il gol. Sperando che, a differenza di quanto successo col Milan, stavolta il suo gioiello non sia inutile.

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