Rassegna stampa
Roma, la mano di Gasperini: il tecnico trasforma i limiti in forza e modella una squadra sempre più consapevole
AS ROMA NEWS GASPERINI – La Roma di Gian Piero Gasperini cresce giorno dopo giorno, anche tra le difficoltà e gli imprevisti. La “coperta corta” di cui tanto si parla a Trigoria non è più un alibi, ma un punto di partenza per un allenatore che ha fatto dell’adattamento e della creatività il proprio marchio di fabbrica. Come scrive Il Corriere dello Sport, il tecnico di Grugliasco sta dimostrando ancora una volta la sua capacità di trovare soluzioni anche nelle situazioni più complicate, trasformando i limiti della rosa in nuove opportunità tattiche.
Con il mercato di gennaio ancora lontano oltre due mesi, Gasperini è costretto a inventare, sperimentare e reinventarsi, soprattutto su due fronti: la spinta sulle fasce e la fase offensiva, ancora troppo sterile. I suoi esperimenti, però, non sono mai casuali. Nascono da una ricerca costante di equilibrio e di fluidità nel gioco, mirando a esaltare i singoli e a migliorare la coralità della squadra.
Un esempio emblematico è Paulo Dybala. In estate, Gasp lo aveva provato da “falso nove”, definendolo un piano d’emergenza. Eppure, quella soluzione si è ripetuta anche contro l’Inter, dopo essere stata già utilizzata nelle sfide con Torino e Fiorentina. Una scelta dettata dal momento complicato dei centravanti: Dovbyk e Ferguson hanno finora realizzato un solo gol in nove partite complessive. Da qui la necessità di un piano alternativo, che renda la squadra più imprevedibile davanti.
Non solo l’attacco: anche sulle corsie laterali Gasperini ha mostrato la sua impronta da stratega. Con Angeliño ai box e un rendimento finora deludente, il tecnico ha scelto di spostare Wesley a sinistra, adattandolo in un ruolo mai ricoperto prima, e di avanzare Celik sulla fascia destra. Per bilanciare la linea difensiva, Ndicka è stato spostato sul lato opposto, lasciando a Hermoso la posizione di centrale mancino. Un assetto inedito, ma funzionale, che ha garantito solidità e dinamismo, al netto dell’errore individuale sul gol di Bonny contro l’Inter.
“Durante la sosta per le Nazionali può capitare di perdere certi automatismi, magari perché ti chiedono movimenti diversi”, ha spiegato Gasperini nel post-gara. “Ma siamo convinti, forse per la prima volta, che faremo bene quest’anno. Se riusciamo a giocare così contro una squadra forte come l’Inter, significa che siamo in crescita”.
Il tecnico non ha mai cercato scuse, nemmeno di fronte a una rosa non ancora al massimo della condizione. Ghilardi deve ancora esordire, Ziolkowski sta iniziando solo ora a ritagliarsi minuti, Tsimikas non convince, El Aynaoui ha giocato appena 91 minuti in Serie A e Ferguson non è ancora riuscito a incidere. L’unico nuovo acquisto davvero convincente è Wesley, una delle sorprese più gradite di questa prima parte di stagione.
Così, come spesso accade nelle squadre di Gasperini, è la vecchia guardia a fare la differenza. Pellegrini, riscoperto in una posizione più arretrata, si è adattato con intelligenza alle esigenze del gruppo, mentre Mancini, Cristante, Koné e Soulé rappresentano lo zoccolo duro su cui il tecnico costruisce il suo progetto. A completare il quadro c’è Svilar, ormai leader silenzioso della difesa e una delle certezze più solide della squadra.
La Roma oggi corre, suda e combatte. È una squadra in costruzione, che si sta plasmando giorno dopo giorno sotto la guida di un allenatore capace di esaltare il collettivo anche con pochi strumenti. Gasperini la sta modellando a sua immagine: grintosa, pragmatica e consapevole. E se è vero che la coperta resta corta, è altrettanto vero che a forza di adattarla, il tecnico l’ha già trasformata in una trincea calda e resistente.
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