Rassegna stampa
Soulé, il 2025 dell’ascesa: da promessa a leader della Roma di Gasperini
AS ROMA NEWS SOULE GASPERINI – Un anno per prendersi la Roma. È questa la sintesi perfetta del 2025 di Matias Soulé, che a meno di tre mesi dalla fine dell’anno solare ha ormai completato la sua trasformazione da talento emergente a protagonista assoluto del progetto giallorosso. Come scrive Il Tempo, l’argentino è oggi il simbolo della nuova Roma di Gian Piero Gasperini, una squadra che unisce concretezza e ambizione, e che grazie ai suoi colpi resta saldamente in vetta alla classifica.
Anche nell’ultima vittoria sul campo della Fiorentina, Soulé è stato decisivo con un gol e un assist, confermando un rendimento straordinario che dura ormai da mesi. I numeri parlano chiaro: dal febbraio scorso ha partecipato a 13 gol della Roma, tra reti e passaggi vincenti (7 gol e 6 assist). Dall’inizio del 2025, su 20 partite giocate in Serie A, l’argentino ha inciso in oltre la metà, risultando determinante nel 59% delle gare da titolare. In questa stagione, inoltre, ha già segnato tre gol in otto partite, con due centri in trasferta (a Pisa e Firenze) e uno all’Olimpico contro il Verona.
Il momento di svolta è arrivato il 16 febbraio a Parma, con una punizione magistrale che ha regalato tre punti pesantissimi e, di fatto, ha sancito la sua rinascita definitiva. Da quel giorno, Soulé è diventato un punto fermo, sempre più imprescindibile per Gasperini, che lo ha riportato nel suo habitat naturale: vicino alla porta, dove può decidere le partite con il suo mancino.
I dati confermano una crescita costante: nel 2025 Soulé ha collezionato 1.735 minuti in Serie A, pari al 74% del totale stagionale, risultando il terzo giocatore più utilizzato della rosa dopo Svilar e Ndicka. Ma non sono solo le presenze a fare la differenza: il talento di Mar del Plata è anche il miglior realizzatore da fuori area in Italia nelle ultime due stagioni, con sei gol dalla distanza tra Roma e Frosinone, davanti a nomi illustri come Saelemaekers, Calhanoglu, Gudmundsson e Vlahovic.
Oggi Soulé non è più soltanto una “copia” di Dybala, come qualcuno aveva frettolosamente etichettato un anno fa. È un giocatore maturo, consapevole, capace di prendersi la squadra sulle spalle e di guidarla nei momenti chiave. L’unico, nel reparto offensivo romanista, davvero letale nell’uno contro uno e in grado di accendere la partita in qualsiasi momento.
Resta ancora un traguardo da inseguire: l’esordio con la nazionale argentina, che per ora gli è solo sfuggito di mano. Dopo aver conquistato Roma, Soulé sogna di farlo anche con la Selección in vista del Mondiale 2026, continuando a lavorare sotto la guida di Gasperini, che ne ha affinato la disciplina tattica e la mentalità vincente.
Nel frattempo, mentre la Roma si gode il suo nuovo leader tecnico, la Capitale attende l’arrivo dei Friedkin, presenti all’assemblea generale dell’ECA fino al 9 ottobre. Un periodo cruciale per i piani societari — e per una squadra che, anche grazie a Soulé, sta dimostrando di poter sognare in grande.
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