Ciao, Mire. E nel momento stesso, ormai datato, in cui i giallorossi hanno lasciato andare Pjanic hanno sentito che stavano rinunciando a molte cose. A uno che ti ha messo nel serbatoio 12 gol e 13 assist in una stagione, è chiaro. Ma anche ad altro, alla serenità dell’estate, alla fragile tregua con i tifosi, alla percezione di se stessi come di una squadra ambiziosa. Percezione esterna. Invece dentro Trigoria non hanno cambiato idea. Almeno giurano di non averla cambiata. Se c’è Luciano Spalletti, significa che disastri sul mercato non ne combineremo, assicurano. Ancora: se c’è Spalletti, significa che a tutto c’è rimedio, perfino alla partenza di Pjanic. Che poi il bosniaco sia andato a rinforzare – su questo non c’è dubbio – la Juventus è un altro discorso. O magari no, ma facciamo finta che lo sia.

(Corriere dello Sport – M. Evangelisti)

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