Roma, la nuova convenzione può sbloccare lo stadio di Tor di Valle

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NOTIZIE STADIO AS ROMA – Una sessantina di pagine di tecnicismi niente affatto banali, ma la sensazione di fondo che si respirava da qualche settimana è stata confermata: il nuovo stadio della Roma, che dovrebbe nascere a Tor di Valle, è meno lontano rispetto alla prima metà dell’anno.

Il club giallorosso, infatti, ha ricevuto la bozza della Convenzione Urbanistica elaborata nel corso degli ultimi mesi insieme all’amministrazione comunale e alla prima lettura – che sarà necessariamente approfondita nel corso dei prossimi giorni, prima di formulare le obiezioni previste per la prossima settimana – sembra che nella stesura del nodo cruciale legata alla contestualità, siano stati fatti passi avanti.

Insomma, niente di risolutivo, ma secondo i proponenti la Commissione Urbanistica presieduta da Cinzia Esposito ha cambiato il testo in alcuni punti chiave, utili a condurre ad un possibile sblocco a breve della situazione.

Logico che nella bozza non si parli solo di contestualità, ma il nodo principale resta questo. Ovvero, se l’apertura del nuovo impianto può essere concesso anche prima che siano finite tutte le opere pubbliche previste – comprese quelle non di competenza del Comune e dei proponenti – oppure se, per problemi di traffico, bisogna necessariamente attendere la messa a regime del quadrante, il che significherebbe aspettare che la nuova tratta ferroviaria Roma-Lido sia a regime, cosa che, nonostante i 45 milioni che i proponenti sono pronti a versare, non ha per il momento tempi certi.

Insomma, la Roma – anche pagando un sistema sostitutivo di trasporti pubblico su gomma – è disposta ad andare incontro al Comune, ma a quasi due anni dall’ok della Conferenza dei servizi (5 dicembre 2017) ritiene non legale qualsiasi ulteriore condizione o ritardo. Per questo, secondo il club, dopo l’accorso sulla Convenzione, ci sarebbero i tempi tecnici perché l’assemblea capitolina possa votare il via libera entro la fine dell’anno, per porre poi la prima pietra nel 2020.

In Comune però, pur riconoscendo che il cambio della maggioranza di governo a livello nazionale sta aiutando il dialogo, per ora non si sbilanciano, anche se alla fine da parte della sindaca Raggi ci dovrà essere un’assunzione di responsabilità in un senso o nell’altro. Sullo sfondo, come sempre, le solite opzioni: la causa per danni da parte dei proponenti in caso di bocciatura del progetto e il possibile spostamento di tutto, in chiave minore, nel comune di Fiumicino. Ma, al momento, nessuno vuole essere così pessimista.

(Gazzetta dello Sport)

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