LYON, FRANCE - MARCH 08: AS Roma player Radja Nainggolan during a training session at Gerland Stadium on March 8, 2017 in Lyon, France. (Photo by Luciano Rossi/AS Roma via Getty Images)

La Nazionale porta un’extra di fatica, e di parole. Lontano da Trigoria capita che i giocatori si lascino scappare qualche frase sul futuro e mandino messaggi alla società. E’ successo in passato con Pjanic, che nel marzo 2016 allarmava la Roma cosi: «Se un club e davvero interessato a me, si può trovare un accordo in maniera facile e veloce». Tre mesi dopo firmava con la Juventus. Le ultime dichiarazioni dal sapore di mercato le ha pronunciate Manolas dopo la gara pareggiata 1 1 dalla sua Grecia contro il Belgio di Nainggolan e non riguardano solo se stesso, ma anche il compagno rivale per un giorno: «A Radja non piace la pioggia, ma deve abituarsi pure a quello se vuole giocare nelle squadre più forti del mondo, dove merita di arrivare, perché è un fenomeno».

Era stato il Ninja a indicare il tempo come uno dei buoni motivi per restare nella Capitale, una scelta di vita messa in discussione dal difensore, che di fatto gli ha consigliato di andare oltre il cielo grigio d’Inghilterra per fare il grande salto. E lo stesso Manolas sembra aperto alla possibilità di fare le valigie: «Il mio futuro è nelle mani della Roma: se vuole tenermi sa co sa deve fare, se vuole vendermi non posso fare niente». Più che in balia degli eventi, il domani del greco dipende dalla «rinfrescata» al contratto che tarda ad arrivare e l’intervista a Mediaset Premium potrebbe essere letta in questo senso. Non basterà, tuttavia, a sbloccare la questione rinnovi, in standby dopo l’addio di Sabatini e rimandata a fine stagione, fatta eccezione per De Rossi (quasi fatto) e Strootman, priorità per il club. Se per Nainggolan l’unica attesa è per il bonus economico che la Roma gli ha promesso con la firma fino al 2020, Manolas si aspetta di sedersi intorno a una scrivania con il ds Massara per discutere un adeguamento. Non sarà accontentato, non ora almeno.

E intanto si guarda intorno: l’Inter, che l’anno scorso era arrivata a offrire più di 40 milioni per Radja sta vagliando una lista di candidati per la difesa in cui spicca il nome del greco, che conta di convincere con un’offerta superiore ai 4 milioni l’anno. Più del doppio di quanto percepisce in giallorosso. Quest’anno, tra l’altro, va a cadere la clausola per cui nel passato mercato estivo l’Olympiacos avrebbe riscosso la metà del prezzo di vendita del calciatore. L’incasso finirebbe tutto a Trigoria, dove da ieri c’è un professionista in più: contratto di 3 anni al centrocampista classe ’99 Marcucci, un gioiellino blindato.

Capitolo futuro a parte, Manolas ha misurato la forza della Roma in Europa e in Serie A: «Diciamoci la verità, non siamo all’altezza di Barcellona, Bayern e Real. E’ difficile anche dire che puntiamo allo scudetto, la Juve è forte e non perde un punto. Il nostro obiettivo è andare in Champions e provare a ribaltare il risultato dell’ andata in Coppa Italia contro la Lazio: possiamo farcela, siamo più forti e dobbiamo solo dimostrarlo».

Stavolta davanti ai tifosi: oggi la Questura stabilirà il cronoprogramma dei lavori per rimuovere le barriere dalle curve. Intanto Spalletti dirigerà nel pomeriggio un allenamento a ranghi ridotti in vista dell’Empoli. Il gruppo sarà al completo solo giovedì, quando rientreranno tutti i Nazionali. Con un allenatore in più: Dzeko ha ricevuto dalla Federazione bosniaca il patentino di base con cui in Italia potrebbe guidare le squadre giovanili o della Lega Nazionale Dilettanti.

(Il Tempo – E. Menghi)

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