Italia-Spagna 1-2

ULTIME NOTIZIE ITALIA SPAGNA NATIONS LEAGUE – L’Italia campione d’Europa messa sotto dalla Spagna di Luis Enrique, che consuma la sua vendetta, tre mesi dopo Wembley. Finisce 2-1 per gli iberici. L’ItalMancini è ko dopo una striscia di 37 risultati utili. Azzurri sconfitti, tra l’altro, dopo tre anni. Morale della favola: Furie Rosse in finale di Nations League domenica sera a San Siro, mentre l’Italia disputerà la finalina allo Stadium a Torino contro la perdente tra Belgio e Francia, domenica pomeriggio, scrive Leggo.

Primo tempo di sofferenza. Con Ferran Torres che infila Donnarumma (a vuoto il suo appello: pioggia di fischi per lui a San Siro), ma con Bastoni colpevolmente fuori posizione sull’azione dell’1-0 spagnolo. E pensare che Chiesa al 5′ con una botta dai 20 metri impegnava Unai Simon. E al 19′ iberici che sfiorano il raddoppio con un tiro senza pretese di Marcos Alonso: il palo salva Gigio e poi Bonucci mette in angolo. Orgoglio azzurro: zuccata di Di Lorenzo (27′) poco a lato e poi il palo di Bernardeschi (34′). Ma soprattutto il rigore in movimento fallito da Insigne al 35′. 

Quindi il patatrac alla fine del primo tempo. Espulsione per doppio giallo di Bonucci e bis di Ferran Torres nel minuto di recupero (anzi, probabilmente oltre) concesso dal (mediocre) arbitro russo Karasev.
Ripresa. Al 63′ Oyarzabal si divora il tris. Poi grande Donnarumma sulla botta a colpo sicuro di Marcos Alonso.

E l’Italia, nonostante tutto, la riapre all’82’: Chiesa ruba palla a metà campo, si fa 50 metri di fuga, con tre spagnoli che cercano invano di fermarlo e sull’uscita del portiere, serve Pellegrini che la mette dentro. Roberto Mancini a fine contesa sorride a denti stretti: «È un dispiacere perderla così. L’espulsione di Bonucci? Doveva stare attento prima, questo sì. Comunque i ragazzi hanno fatto una buona prestazione».

Ecco Pellegrini, il capitano della Roma al suo terzo gol in Nazionale, l’ha vista così: «Io tutta questa differenza con la Spagna non l’ho vista. E abbiamo giocato con l’uomo in meno per 50 minuti, restando sempre in partita». Amen.

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