Dzeko, il bene è in comune

L’estate calda di Dzeko, cominciata con il muso lungo e la voglia di andare all’Inter ed è finita con i sorrisi e una fascia di capitano della Roma (spessissimo) al braccio

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Edin Dzeko

NOTIZIE AS ROMA DZEKOL’estate calda di Edin, cominciata con il muso lungo e la voglia di andare all’Inter ed è finita con i sorrisi e una fascia di capitano della Roma (spessissimo) al braccio.

La voglia di finire alla Roma

Ma non solo: un contratto pluriennale e onerosissimo in tasca, una moglie, Amra, soddisfatta e un’idea di finire la carriera qui, a Roma, dove le buche della città (così come disse proprio al Messaggero lo stesso Dzeko) gli ricordano quelle di Sarajevo dopo i bombardamenti.

La rinuncia all’Inter

La rinuncia all’Inter è costata tanto alla Roma in termini economici (poco più di 5 milioni di euro a stagione fino al 2022. Conte, a cose fatte, era furibondo, per lui fu alto tradimento, visto che era un po’ che lo corteggiava, ricevendone ripetuti sì e promesse di matrimonio.

Fonseca e Petrachi lo trattengono

Il voltafaccia di Dzeko ai nerazzurri è figlio della strategia della Roma (di Petrachi, appunto) e delle pressioni di Fonseca, che ha voluto trattenerlo, lavorando ai fianchi, giorno dopo giorno, amichevole dopo amichevole, musino dopo musino.

A Trigoria non poteva arrivare nessun centravanti migliore di Edin, per i costi in rapporto alla qualità: Higuain no, Icardi è stata una suggestione. Chi c’era di meglio? Dzeko.

Tutti si godono Dzeko

Edin ha fatto felice Fonseca, molti tifosi della Roma, i suoi compagni di squadra e un po’ anche l’Inter, che adesso si sta godendo uno straordinario Lautaro (8 gol in campionato) che, con Dzeko a Milano, avrebbe fatto tanta panchina, come lo scorso anno. Ma questo a Trigoria poco importa, tutti oggi qui si godono Dzeko (6 reti), che a 33 anni ancora corre e lotta come un ragazzino e che nel giro di poco tempo è diventato il leader, l’uomo squadra. Un trascinatore. Venerdì salirà a San Siro. All’Inter, Edin, ha segnato due reti in sette partite, due vinte e tre pareggiate. Quattro assist e due gol, entrambi all’Olimpico. Quindi al Meazza non ha mai segnato ai nerazzurri. C’è sempre una prima volta, si dice in questi casi.

(Il Messaggero)

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