Paulo Fonseca

ULTIME NOTIZIE AS ROMA FONSECA MAYORAL PAU LOPEZ – Da un lato, come è giusto, la difesa di due giocatori che appaiono più in difficoltà: Pau Lopez e Borja Mayoral. «Contro la Fiorentina (stasera alle 20.45; ndr) giocheranno dal primo minuto», scrive il Corriere della Sera.

Dall’altro lato l’ennesimo riferimento, dopo una sconfitta, a errori individuali: «Abbiamo preso troppi gol, lo dicono i numeri (sono 37, la Roma ha la tredicesima difesa del campionato; ndr). Siamo noi che ci creiamo i problemi, non è una questione di organizzazione difensiva. Il Milan ha creato solo quando noi abbiamo sbagliato in fase di costruzione e questo è successo anche nelle altre partite. È un problema di decisioni. Non bisogna perdere palloni all’inizio della costruzione». Come se i palloni non venissero persi anche e soprattutto a causa del pressing avversario e delle poche soluzioni per evitarlo.

La vigilia di Fiorentina-Roma, che è diventata una partita delicatissima dopo che i giallorossi hanno ottenuto un solo punto contro Benevento e Milan, mostra i due volti di Paulo Fonseca. Il tecnico portoghese ha chiara la situazione e conferma il portiere e il centravanti proprio per evitare che cadano in depressione: «Quella semmai la vedo fuori. Abbiamo sempre reagito bene dopo le sconfitte e per me è un punto positivo. Gioca Pau e continueremo a costruire l’azione dal basso. Per me è importante che il nostro portiere giochi con la squadra. La differenza è capire sempre quando possiamo giocare il pallone e quando invece non possiamo farlo. Se la squadra ha una pressione forte, non dobbiamo rischiare».

Contrariamente ad altre vigilie, Fonseca affida in anticipo una maglia da titolare a Borja Mayoral, escludendo che, almeno dal primo minuto, ci sia la possibilità di rivedere Mkhitaryan «falso nueve» come era successo contro il Genoa nel girone di andata: «Non possiamo dimenticare che il calcio italiano è difficile per gli attaccanti, per tutti gli attaccanti. E non possiamo scordarci che Borja è un giovane che sta imparando. I suoi numeri sono buoni. Il problema è che se segna va sempre tutto bene, se non segna va sempre tutto male. Io, però, non posso vedere le cose così. È lo stesso con gli altri attaccanti: se Dzeko fa gol va bene, se non lo fa va male».

Di sicuro la Roma non cambierà il 3-4-2-1, che ormai è il modulo di riferimento: «Ogni grande squadra ha una sua identità e non si può modificarla perché vinciamo o perdiamo una partita. Può cambiare, semmai, la strategia per ogni partita. Noi siamo una squadra che normalmente pressa alto e contro il Milan non l’abbiamo fatto, ma volontariamente. Possiamo cercare più profondità in attacco oppure giocare più palloni alti. Ma l’identità deve essere unica. Ce l’hanno l’Inter, il Milan, la Juve, la Lazio, l’Atalanta e il Napoli, cioè tutte le nostre concorrenti per entrare in Champions League. Sarebbe assurdo che non l’avessimo anche noi».

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