Josè Mourinho, Roger Ibanez

ULTIME NOTIZIE AS ROMA MOURINHO – Sei partite, sei vittorie, numeri che a Roma non si vedevano dai tempi di Rudi Garcia. All’epoca l’entusiasmo c’era, ma era misto a stupore e a voglia di rivincita perché la squadra veniva dalla delusione del derby di Coppa Italia persa in finale contro la Lazio. Stavolta, invece, l’entusiasmo non ha niente di malinconico, cresce giornata dopo giornata e ha un solo grande condottiero: Josè Mourinho, scrive Gazzetta.it.

Si parla di lui in città, sui social e nelle radio, allo stadio il suo nome viene acclamato come a Roma, in passato, succedeva solo con un signore di nome Francesco Totti, e la squadra lo segue in tutto e per tutto. “Mai avuta negli ultimi anni un’atmosfera così a Trigoria”, ha ammesso ieri Lorenzo Pellegrini, il capitano, il primo a beneficiare dell’effetto Mou.

Il portoghese, poi, non vede l’ora di certificare il suo rapporto con il gruppo. Stanotte, dopo la partita, ha pubblicato un post su Instagram in cui ride al gol di Mancini: “Quando un giocatore ti chiede in andare in area per un angolo, tu dici no, lui ci va lo stesso e segna… Puoi solo sorridere”. Per il derby, in neppure 24 ore, oltre cinquemila abbonati hanno confermato il loro biglietto, anche per l’Udinese la settimana prossima si va verso altre 30mila presenze e persino il pre-partita ha il tocco del portoghese.

L’inno di Venditti messo a ridosso dell’ingresso in campo della squadra, la scelta di far inserire nella playlist dell’Olimpico anche la canzone “Mai sola mai” perché piace a Mou e alla squadra (e alla cena di gruppo Pellegrini l’ha cantata con Marco Conidi) e la richiesta alle autorità di riaprire gli stadi a capienza piena, sono tutte pillole di come Mourinho sia ormai il punto di riferimento della Roma giallorossa.

Tra chi lo invita a nozze e battesimi, chi gli dice di preferirlo a una notte di sesso (non proprio in questi termini) e chi ammette di “vedere solo te in panchina, la partita me la rivedo a casa”, ci sono anche i calciatori che seguono l’allenatore in ogni suo aspetto. 

El Shaarawy si è fidato e ha aspettato il suo momento, Pellegrini sa che sul suo rinnovo ci sarà (anche) la firma di Mou, Mancini e Cristante, gli altri due capitani, sono la sua spina dorsale in campo e nello spogliatoio. Sui ragazzini va diretto, l’aneddoto di lui che riprende un giovane in allenamento perché in partitella va a prendere un pallone invece di pensare a vincere è rimbalzato su tutti i social e il messaggio è arrivato chiaro dentro e fuori Trigoria. “Adesso – uno dei messaggi di oggi in una radio – quella frase me la tatuo”. Quale? Eccola: “Divertirsi è vincere, non essere stro…”. Parole, e musica, di José Mourinho.

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