Arkadiusz Milik

CALCIOMERCATO ROMA MILIK DZEKO JUVENTUS – Il Maestro-studente ama la citazione: vuole giocare «senza fretta ma senza pause», lo ha pure messo per iscritto sulla tesi di laurea a Coverciano. Andrea Pirlo è fedele al motto spagnolo, sin prisa pero sin pausa , ma sul centravanti il Maestro flemmatico diventa frenetico. Vuole un numero nove di fretta, frettissima, e oggi, finalmente, potrà avere una risposta definitiva su Edin Dzeko, il preferito da sempre. Il Maestro intravede l’ammorbidimento del rigido Milik, finora non proprio entusiasta all’idea di vestirsi di giallorosso ma con idee in costante evoluzione. Nel mentre, oggi il tecnico della Juve tende pure un orecchio verso Perugia: l’italianizzazione del Pistolero Suarez passa pur sempre da lì, con conseguenze imprevedibili.

Intanto c’è la Sampdoria, di nuovo lei. Un mese e mezzo fa la Signora contro i blucerchiati allo Stadium festeggiava il più strano degli scudetti: Maurizio Sarri, alla prima gloria italiana, sembrava già un corpo estraneo durante i festeggiamenti. A ripensarci adesso, un’altra era geologica. Pirlo avrà pure portato entusiasmo, ma prima del debutto ha gli stessi problemi del predecessore: proprio la Samp ritorna allo Stadium e manca ancora un centravanti capace di aprire le acque a Cristiano. Domenica giocherà Kulusevski assieme a Ronaldo, ma il calendario dispettoso alla seconda offre un curioso Roma-Juve. Né i giallorossi né i bianconeri vogliono che Dzeko cambi maglia troppo a ridosso alla sfida. Anche per questo si accelerano le operazioni e la parte principale nella piéce napoletana tocca ad Arkadiusz Milik ed alla sua «questione di principio».

È una storia all’insegna delle incomprensioni: De Laurentiis si aspettava gratitudine dopo i gravi infortuni, il giocatore è deluso per le scelte del club. Un braccio di ferro che spiega gli irrigidimenti nel passaggio alla Roma. Così la giornata di ieri è cominciata con le consuete scene dei trasferimenti «imposti» e (di conseguenza) sofferti. Il polacco per mesi ha dialogato sotto voce con la Juve, convinto di far parte del progetto bianconero.

Ma ora il suo mentore Sarri è giù dal palcoscenico e il feeling di Pirlo e CR7 con Dzeko è il segno della svolta che brucia la sue ambizioni. Martedì, sulle prime, il giocatore si è chiuso a riccio. «Piuttosto vado a scadenza», sibilava agli amici più stretti. E la voce era girata, mettendo in allarme un po’ tutti. Anche ieri mattina a Castelvolturno ha lavorato in solitudine ed è scivolato via senza incrociare sguardi o rivolgere la parola a nessuno. Un altro messaggio duro, da muro contro muro.

Ma nel primo pomeriggio è sbarcato a Roma David Piantak, il suo agente: un tipo tosto, come lui. Il comitato d’accoglienza della Roma è stato adeguato alla situazione. Milik e il suo entourage hanno bisogno di coccole. E il primo contatto è stato soft, come si conviene. Così, con il passare delle ore, i segnali che arrivavano dalla famiglia Milik sono stati molto più concilianti. Soprattutto dopo il summit napoletano tra Piantak e il suo assistito. Secondo una versione non confermata, una telefonata di Paratici avrebbe chiarito loro che la Juve ha rinunciato a duellare col Napoli e le sue super richieste. Vero o non vero, un fatto è certo: ieri Milik ha preso atto che è dura consegnarsi ad una stagione da separato in casa per fare un dispetto.

Dunque matura l’idea di sedersi al tavolo per leggere l’offerta di Fienga e del suo team ed entrare nel merito della trattativa. Da qui, l’appuntamento per un vertice oggi a Roma. Un faccia a faccia decisivo perché sia il club di Friedkin che la Juve hanno fretta di chiudere. Anche Dzeko è impaziente di uscire da questo scomodo limbo: la Juve gli garantisce un biennale (con opzione per il terzo). E comunque questo giovedì è determinante per spazzare tutti i dubbi nati anche nelle ultime ore.

L’odierno blitz a Perugia dell’ostinato Luis Suarez per l’esame di italiano è la prova che alla Juve, in ogni caso, vogliono sentirsi tranquilli. Il test è decisivo per il passaporto che permetterebbe al Pistolero di battere anche la burocrazia. I bianconeri hanno messo le mani avanti, evitando un pericoloso countdown. Ma un fatto è certo: se Milik dovesse fare una clamorosa retromarcia, Suarez tornerebbe di moda. A sorpresa per tutti, non per la Signora. E per Pirlo che, più di tutti. aspetta un nove.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui