A Bordeaux ci aspetta, se sapremo meritarlo, la buona vecchia (giovane) Germania, come sempre carica di gloria e di… cinque diffidati, esattamente la metà di noi prima di giocare. E visto quanto ha pesato sul rendimento una sola diffida in campo, quella di Bonucci contro l’Irlanda, è chiaro che averne 6 in partenza tra i titolari anti Spagna, e appunto 10 in totale (di cui 2 portieri!), sarà un problema in più da gestire per Antonio Conte. Questo record negativo lo obbligherà fino all’ultimo a lavorare sulla psicologia dei suoi, che dovranno giocare cercando di sentirsi “leggeri” mentalmente, contro un avversario che, da questo punto di vista, ha potuto dormire tra due guanciali, avendo il solo Sergio Ramos fin qui ammonito.

DIECI GIALLI PESANTI – Non si era mai vista l’intera difesa azzurra tutta sotto squalifica: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini più De Rossi sono a rischio. A loro si devono aggiungere Eder tra i titolari più Sirigu, Thiago Motta, Zaza e Insigne in panchina. Va da sé che oggi allo Stade de France l’Italia dovrà giocare come se non ci fosse domani, per dirla alla Conte. Però è un fatto che certe situazioni pesano, magari inconsciamente, nella testa di un giocatore. Anche nella gestione del turn over il ct dovrà stare attento perché i cambi “fissi”, Thiago per DDR e Zaza per Pellé, sono gravati da un giallo, così come Insigne, destinato ad essere il guastatore dell’ultima mezzora, soprattutto se ci fosse da riprendere il risultato. In questo quadro poi c’è l’ipotesi penalty da gestire: difficile che Conte stavolta tolga De Rossi, uno dei suoi migliori rigoristi.

ULTIMO DUBBIO – Oltre alla questione diffidati, il ct ovviamente aveva da quadrare la squadra. Dopo gli otto cambi con l’Irlanda, oggi tornano i titolari, tranne Candreva. Con o senza di lui, il dubbio sull’esterno sinistro, nel 3-5-2 made in Italy, Conte se lo sarebbe portato dietro ugualmente fino a questa mattina, restando in ballottaggio Darmian e De Sciglio, con El Shaarawy mossa a sorpresa non preventivabile. E’ appunto questo l’ultimo tassello da sistemare in un’Italia che resta fedele al suo unico modulo fin qui impiegato, che dovrà fare a meno dell’esterno laziale, non recuperato dopo il guaio all’adduttore rimediato in Italia-Svezia. Nove giorni non sono bastati, e due giorni fa Candreva si è arreso, sperando di recuperare per l’eventuale quarto (2 luglio). Il suo sostituto naturale è Florenzi, fin qui utilizzato dal ct o da esterno o da mezzo sinistro. Per quanto riguarda l’altro esterno, come si diceva, Conte, aspetterà stamattina di guardare negli occhi i suoi due ragazzi. Darmian, a giochi regolari, avrebbe dovuto essere in campo. Con Bonucci è stato l’azzurro più impiegato dal ct nelle qualificazioni. Poi la partita contro il Belgio ha tolto certezze a lui e a Conte. Tanto da far salire le quotazioni di De Sciglio, pure apparso poi meno brillante con l’Irlanda. Siccome da quella parte arriveranno Silva-Fabregas-Juanfran sarà bene non sbagliare scelta e partita. In questo senso il milanista dovrebbe essere nuovamente al suo posto, così come contro l’Irlanda. Il fatto è che Conte in genere associa i due esterni, puntando su caratteristiche alternate: se qualcuno è più propenso ad attaccare, sull’altra fascia trova posto un giocatore più difensivo. In questo caso, essendo Florenzi un “ibrido” rispetto a Candreva, più offensivo, ecco che la scelta finale del compagno sarà sciolta solo stamattina.

(Corriere dello Sport – E. Pinna/A. Santoni)

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