Rassegna stampa
Ora l’Europa League: la Roma è in prima fila
AS ROMA NEWS EUROPA LEAGUE NIZZA – Non è più la coppa di consolazione di qualche anno fa. L’Europa League è diventata un vero campionato parallelo da giocare con la determinazione di arrivare fino alla fine. Trentasei squadre, calendari fitti e diritti tv in crescita. È diventata il luogo dove i club emergenti, o quelli che non riescono ad accedere alla Champions, spingono per diventare grandi, riporta Il Messaggero.
Quest’anno l’Europa League mette in campo, tra le altre, italiane (Roma e Bologna), inglesi (Aston Villa, Nottingham Forest), tedesche (Friburgo e Stoccarda), spagnole (Celta, Real Betis) e francesi (Lilla, Lione e Nizza). Ci sono club con tifoserie caldissime come i serbi della Stella Rossa che al primo turno andranno in casa del Porto, o gli scozzesi del Celtic e Rangers entrambi avversari dei giallorossi. Ci sono anche i greci del Panathinaikos, tra le tifoserie più calde d’Europa, ma storicamente gemellati con la Roma.
Gasperini partirà con la trasferta a Nizza (domani ore 21), un impegno alla portata contro una squadra reduce da una sconfitta per 4-1 contro il Brest e dodicesima in classifica in Ligue 1 con solo due vittorie e tre sconfitte. Pellegrini e compagni arrivano all’Allianz Riviera galvanizzati dalla vittoria nel derby, uno stimolo in più per cominciare bene una coppa alla quale Gasperini ha dichiarato di puntare e che ha già vinto con l’Atalanta.
La Roma per i bookmaker è la seconda squadra più quotata ad arrivare a Istanbul al pari del Real Betis e del Notthingham Forest. Il primo è l’Aston Villa, più attrezzato di tutte ma che in campionato non sta ottenendo risultati: è 18esimo con tre punti e zero vittorie nelle prime cinque di Premier. Giovedì (ore 21) ospiteranno il Bologna a Birmingham e con la crisi che stanno attraversando non è affatto scontato l’esito finale della gara. Il primo gol stagionale è arrivato domenica scorsa contro il Sunderland e il tecnico Emery tutt’altro che sereno per il periodo di enorme difficoltà che sta attraversando il suo club: «Dobbiamo ritrovare la nostra identità», ha detto. È da vedere se ci riuscirà nel breve periodo.
E a proposito di allenatori di peso internazionale, l’Europa League può contare su tecnici come Francesco Farioli del Porto che lo scorso anno è stato a un passo dal vincere l’Eredivise con l’Ajax, Manuel Pellegrini del Betis vincitore di una Premier con il City e più recentemente di una Coppa di Spagna col Siviglia, Bruno Génésio del Lilla (seconda avversaria della Roma) e Paulo Fonseca del Lione. Ci sarebbe potuto essere anche Mourinho ma è stato esonerato dal Fenerbahce ed è recentemente approdato al Benfica che gioca in Champions.
Insomma, una coppa che può regalare emozioni e denaro da mettere a bilancio: la sola qualificazione garantisce 4,31 milioni, a cui si aggiungono i premi partita, quelli per il passaggio dei turni e il nuovo parametro value che sarebbe una sorta di market pool. Più gli incassi da botteghino (all’Olimpico le scorse edizioni hanno fatto sempre registrare tutto esaurito). Potenzialmente si può arrivare a guadagnare 40 milioni.
In questa prima fase, ognuno dei 36 club affronterà quattro squadre diverse e verrà stilata una classifica generale. Le prime otto passano direttamente agli ottavi di finale, le squadre dal nono al ventiquattresimo posto disputeranno gli spareggi per la fase a eliminazione diretta e le vincenti accederanno agli ottavi. La Roma ha organico e potenzialità per arrivare in fondo, il Bologna dovrà gestire tutti gli impegni con attenzione e, probabilmente, fare una scelta a metà stagione. Un torneo che ha smesso da tempo di essere la sorella minore della Champions, ogni partita vale doppio: prestigio e bilancio.
FOTO: Credits by Shutterstock.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA

