A suo modo, Moustapha Seck ha aggiornato i libri di storia: da molto tempo un calciatore non passava direttamente dalla Lazio alla Roma. In questo caso si tratta di un giovane ma non proprio un ragazzino: ancora prima di compiere vent’anni, correndo sui campi di Formello Seck aveva meritato la convocazione con la prima squadra.

STRAPPO – In autunno si è però consumata la rottura con Claudio Lotito. E Sabatini, rimasto in contatto con il procuratore che è lo stesso dell’altro spagnolo Machin, pure ventenne, si è infilato nel momento giusto assicurandosi a parametro zero un terzino sinistro di prospettiva. Non un fenomeno, assicura chi lo ha visto da vicino. Molto dotato sul piano atletico, sia nello sprint che nella cosiddetta endurance (la resistenza alla fatica), ha un buon piede mancino «ma non è Mihajlovic». Intraprendente nella fase offensiva quanto fragile in quella difensiva, come tutti i prodotti della scuola spagnola, Seck ha però mostrato ai suoi allenatori di avere entusiasmo e umiltà, doti adatte a un ragazzo che vuole sfondare nel calcio.

SCUOLA – La Lazio lo aveva scovato nella cantera più nobile del mondo, quella del Barcellona, nell’estate del 2013, pagandolo 200.000 euro. Era minorenne, all’epoca: già compagno di Mamadou Tounkara, un gol in Serie B nella scorsa stagione con la Salernitana di Lotito. Tutti e due ragazzi del ‘96, tutti e due di origine senegalese. Seck è stato tesserato a gennaio, conquistando velocemente la fiducia di Simone Inzaghi, che allenava la Primavera della Lazio. Ma per stregare Sabatini ha dovuto batterlo in una finale di Coppa Italia, nel maggio 2015: in quella doppia sfida, forse, si è deciso il suo destino romanista.

RECUPERO – Resta da capire cosa ne farà la società. Seck viene da sei mesi di totale inattività. Dopo essere andato quattro volte in panchina in Serie A con la Lazio, senza mai debuttare, ha chiesto e ottenuto un permesso per tornare in Spagna, quando ormai era chiaro a tutti che il contratto in scadenza non sarebbe stato rinnovato. Nel frattempo ha trattato con Sabatini decidendo di trasferirsi a Trigoria: ha firmato fino al 2019. Ma non essendo più in età da Primavera, nemmeno da fuoriquota, sarà verosimilmente girato a una società di Serie B, perché venga messo alla prova tra i professionisti. L’operazione è simile a quella che lo scorso anno portò all’acquisto del difensore centrale argentino Tiago Casasola, classe ‘95: nazionale Under 20, è stato preso a parametro zero dopo la scadenza del contratto al Fulham e poi mandato al Como, dove avrebbe raggiunto quota 27 presenze. Ora ha una richiesta interessante dallo Sporting Gijon, la squadra che ha “ospitato” Antonio Sanabria nell’ultima stagione.

GIOVANI – Il problema dei giocatori usciti dalla Primavera, in assenza delle squadre B che consentirebbero ai calciatori giovani di maturare in casa, costringe le società a piazzare in fretta i principali talenti. Magari campioni d’Italia, come nel caso della Roma. Oltre a Machin, che piace al Sassuolo, a Trigoria c’è un altro giocatore del ‘96 che ha bisogno di maturare: Elio Capradossi, difensore centrale, capitano della squadra scudettata di Alberto De Rossi. Partirà per il ritiro di Pinzolo ma poi dovrebbe essere ceduto. Non rientra nei piani della Roma anche l’uruguaiano Kevin Mendez, attaccante pagato circa 2,5 milioni: Sabatini gli sta cercando una squadra in Lega Pro. Poi ci sono i rientri dai prestiti, che non sono pochi: altro lavoro di smistamento in vista, in un sottobosco lontano dai riflettori nel quale si muovono migliaia di mediatori.

(Corriere dello Sport – R. Maida)

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