Josè Mourinho

ULTIME NOTIZIE AS ROMA MOURINHO – Questa sera, contro il suo passato (diretta Skysport ore 21), Mourinho svela la Roma, scrive Il Messaggero. O parte di questa. Perché non è un mistero che a questo punto della preparazione le tre amichevoli in serie che attendono il portoghese (Porto, Siviglia e Betis) nei prossimi 10 giorni, dovevano rappresentare il banco di prova in vista del debutto in Conference League (19 agosto) e soprattutto di quello in campionato (22).

Tra tre settimane si inizierà a fare sul serio e lo Special One, dei regali tanto attesi, ne ha ricevuto uno soltanto.  Senza terzino sinistro, privo del regista individuato a inizio mercato (Xhaka), il fato ci ha poi messo del suo, bloccando nuovamente Veretout (problema al quadricipite destro), ormai fermo dal 29 aprile. Se a questo si aggiunge che Cristante si aggregherà al gruppo il 2 agosto, il quadro nel quale deve operare José è completo. 

Non il massimo per una stagione nella quale il tecnico vorrebbe, anche agevolato dal calendario, dar vita ad una partenza sprint. E invece il mercato lo frena. Un peccato perché la tempistica di alcuni acquisti avrebbe potuto fare la differenza. Tra l’altro, l’obiezione che anche altrove non si facciano le piroette, regge sino ad un certo punto. Soprattutto perché la Roma parte dietro, arrivando da un biennio dove ha collezionato un quinto e un settimo posto a pari punti col Sassuolo, con l’ultima Champions distante addirittura 16 punti.

Mou si adegua. Non parla ormai da 19 giorni e per quello che rappresenta il principale asset di comunicazione del club, non è un dettaglio trascurabile. Preferisce il silenzio, consapevole che qualora si presentasse davanti ad un microfono tutte le curiosità scivolerebbero sul mercato. E per un patto tacito con la proprietà e Pinto – che lo hanno accontentato sul ritiro in Algarve, nonostante qualche perplessità iniziale – non vuole mettere pressione al club. Ma che si aspettasse qualcosa di più, è un po’ il segreto di Pulcinella.

Anche perché i giorni passano e il rischio di tornare dal Portogallo senza aver potuto provare qualche nuovo acquisto, al di là del portiere, è sempre più alto. Calendario alla mano, resterebbe così una sola partita (amichevole del 14 agosto, agibilità dell’Olimpico permettendo) prima del debutto europeo e di quello con la Fiorentina in campionato, nella quale testare i volti nuovi. Il fatto che la società metta le basi per il futuro non può che fargli piacere. Ieri ad esempio è stato ufficializzato l’accordo triennale con Zytara Labs, in collaborazione con la DigitalBits Foundation, che vedrà la società di blockchain diventare Main Global Partner del Club e versare 12 milioni a stagione.

Ma a 58 anni, José sa che la differenza la fa il campo dove lui è il responsabile tecnico. E lì, la Roma, è ancora in ritardo. Se dovesse rimanere Dzeko, Pinto si sta orientando su un attaccante che possa giocare insieme a Edin. Dopo Azmoun (Zenit) e Shomurodov (Genoa), la new entry è Sorloth del Lipsia. Ci vuole però altro per infiammare Mou. Che pur cosciente che le migliori opportunità capiteranno dopo Ferragosto e che il club deve prima cedere (in quest’ottica i designati sono Florenzi e Olsen) per poi rilanciare su Xhaka, ha deciso di mantenere il low profile. Non gli si addice ma è l’unico vestito attualmente da indossare.

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