Campionato
Roma-Juventus, Malen arma totale di Gasperini: 5 gol in 6 partite e l’attacco passa da lui
Poche parole, tanti fatti. Anzi, tanti gol. Donyell Malen si è preso la Roma in silenzio, con la forza dei numeri e la personalità di chi sa incidere senza bisogno di proclami. Cinque reti in sei presenze: l’impatto è stato immediato, quasi brutale. E Gian Piero Gasperini, che lo ha voluto con convinzione, oggi si gode il suo terminale offensivo.
Qualche passaggio a vuoto c’è stato, inevitabile. La serata più complicata contro il Milan, poi subito cancellata dalla doppietta di Napoli, che ha rimesso le cose al loro posto. Da lì in avanti, Malen ha alzato il livello non solo sotto il profilo realizzativo, ma anche comportamentale: esultanze misurate, atteggiamento da leader, concentrazione costante. L’unica concessione all’estro? Quel gesto mimato dello scavetto, quasi da playground, dopo il pallonetto contro il Cagliari. Per il resto, solo sostanza.
La sensazione è chiara: la Roma ha trovato un giocatore che può determinare con uno scatto, un tiro o semplicemente con la sua presenza. Contro la Cremonese non ha segnato, ma ha inciso comunque. È bastato puntare palla al piede la difesa avversaria per attirare attenzioni e marcature, liberando spazi per i compagni. Sul rimpallo che ha portato al gol di Pisilli, tutti gli occhi erano su di lui. E quando Malen calamita, qualcun altro colpisce.
Domenica contro la Juventus sarà ancora lui il riferimento offensivo. Al suo fianco dovrebbe rivedersi Lorenzo Pellegrini, mentre resta aperto il ballottaggio tra Zaragoza e Venturino. Il giovane talento potrebbe anche partire titolare, complice l’assenza ormai quasi certa della coppia argentina Dybala-Soulé. Un’occasione per costruire un’intesa più fluida proprio con Malen, che finora è stato spesso costretto a fare reparto quasi da solo.
La Roma che sogna la Champions si aggrappa al suo numero nove. In un momento in cui l’attacco è falcidiato dagli infortuni, Malen è diventato il punto fermo. Non parla molto, ma segna. E soprattutto sposta gli equilibri. Contro la Juventus servirà ancora il suo istinto, la sua velocità, la sua fame. Perché certe partite le decidono i dettagli. E i dettagli, oggi, portano il suo nome.
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