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Campionato

Como-Roma 2-1, crollo giallorosso al Sinigaglia: Fabregas sorpassa Gasperini nella corsa Champions

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La Roma cade pesantemente a Como e vede complicarsi la corsa alla Champions League. Al Sinigaglia finisce 2-1 per la squadra di Cesc Fabregas, un risultato che fa scivolare i giallorossi al sesto posto in classifica e che rischia di pesare come un macigno sul finale di stagione. Quella che doveva essere la notte del sorpasso si è trasformata in un brusco stop: il Como vola a +3 sulla Roma e rafforza la propria candidatura per un posto tra le prime quattro.

La partita era iniziata con tutt’altra prospettiva per la squadra di Gian Piero Gasperini. Dopo appena sette minuti i giallorossi avevano trovato il vantaggio grazie a un calcio di rigore conquistato da Stephan El Shaarawy per un intervento falloso di Diego Carlos. Dal dischetto Donyell Malen non ha sbagliato, firmando l’1-0 e accendendo l’illusione di una serata diversa. Col senno di poi, però, quella rete è rimasta l’unico vero squillo offensivo romanista: l’unico tiro nello specchio della porta nell’arco dell’intera gara.

Dopo il vantaggio iniziale, infatti, il copione della partita è cambiato rapidamente. Il Como ha iniziato a prendere campo con personalità, ritmo e aggressività, mentre la Roma è rimasta intrappolata in una partita fatta di errori tecnici, scelte tattiche poco efficaci e una velocità di manovra troppo bassa rispetto a quella dei padroni di casa. Già nel primo tempo i segnali erano evidenti: Nico Paz e Ramon sono andati più volte vicini al pareggio, mentre i lariani hanno mostrato maggiore coraggio e intensità.

La svolta definitiva è arrivata nella ripresa, quando Fabregas ha cambiato volto alla sua squadra passando alla difesa a quattro e inserendo la coppia offensiva Douvikas-Diao. La mossa ha ribaltato completamente l’inerzia del match. Il Como ha iniziato a spingere con continuità e ha trovato il pareggio proprio con Douvikas, autore di un tiro che è passato sotto le gambe di Svilar sul primo palo.

La Roma ha iniziato a perdere progressivamente controllo e sicurezza, fino ad arrivare al secondo colpo subito. A venti minuti dalla fine una disattenzione difensiva di Ziolkowski ha spalancato la strada a Diego Carlos, che ha firmato il gol del definitivo 2-1 completando la rimonta.

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Nel mezzo c’è stato anche l’episodio che ha scatenato le proteste romaniste: l’espulsione di Wesley, una decisione molto contestata dall’ambiente giallorosso e ritenuta errata da molti osservatori. Il cartellino rosso estratto dall’arbitro Davide Massa è arrivato quando la partita era ancora aperta e ha finito per indirizzare definitivamente la gara. Per la Roma si tratta dell’ennesima polemica arbitrale dopo il rigore non concesso a Genova nella giornata precedente.

Al di là delle proteste, però, i numeri della ripresa raccontano una superiorità netta del Como: dodici tiri a zero, un palo colpito da Da Cunha e diverse occasioni nitide. Dall’altra parte la Roma è rimasta completamente sterile in fase offensiva, senza riuscire a costruire occasioni concrete. L’unico momento potenzialmente pericoloso è arrivato ancora con Malen, che però non ha servito il liberissimo Pellegrini in area sprecando una situazione promettente.

Il Como, invece, continua a sognare. Il gioco, le idee e il coraggio della squadra di Fabregas stanno trasformando quella che sembrava una sorpresa in una realtà sempre più concreta. I risultati parlano chiaro: quattro vittorie e un pareggio nelle ultime cinque partite, numeri da squadra in piena corsa per l’Europa che conta.

Per la Roma, invece, il momento è delicato. Il sesto posto e il fatto di aver vinto solo uno scontro diretto contro le rivali per il quarto posto — proprio contro il Como nella gara d’andata — raccontano una verità difficile da ignorare: i giallorossi non sono più tra i favoriti per la Champions.

E il calendario non aiuta. Nelle ultime nove giornate la squadra di Gasperini dovrà affrontare Inter, Atalanta, Bologna e il derby con la Lazio, oltre a gestire una rosa falcidiata da infortuni e squalifiche. La strada verso l’Europa più prestigiosa si è fatta improvvisamente molto più ripida.

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FOTO: Credits by Shutterstock.com



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