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Roma, Malen troppo solo in attacco: contro il Genoa emerge il problema offensivo dei giallorossi

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C’è un’immagine che più di tutte racconta la serata complicata della Roma contro il Genoa: Donyell Malen isolato in mezzo alla difesa rossoblù, costretto a inventarsi qualcosa quasi sempre da solo. È una fotografia che spiega bene la sconfitta giallorossa, maturata anche a causa di un reparto offensivo che, tra infortuni, assenze pesanti e giovani ancora inesperti, fatica tremendamente a essere incisivo.

Non è soltanto una questione di palloni giocabili, che sono stati comunque pochi. Il vero problema è il contesto in cui l’attaccante olandese si è trovato a operare. Malen ha provato più volte a costruirsi da solo le occasioni, cercando spazi dove spazi non c’erano. Senza un supporto adeguato alle sue spalle, l’ex Borussia Dortmund ha dovuto spesso combattere in solitaria contro la retroguardia del Genoa.

E proprio qui emerge una delle criticità principali della Roma di questo momento: dietro Malen non c’è un’alternativa pronta a cambiare il volto della partita. Le assenze, infatti, stanno pesando enormemente. Paulo Dybala è fermo per infortunio, anche se il direttore sportivo Frederic Massara ha assicurato che il suo stop non avrà ripercussioni sulla trattativa per il rinnovo. A mancare sono anche Matías Soulé, alle prese con una pubalgia, Ferguson – la cui stagione è già terminata – e Artem Dovbyk, che tornerà soltanto a maggio.

Gian Piero Gasperini, però, non si è nascosto dietro gli alibi. Durante la partita il tecnico ha lanciato anche un messaggio piuttosto chiaro attraverso le sue scelte. Nel momento in cui la gara avrebbe richiesto più coraggio e maggiore peso offensivo, la panchina non è stata utilizzata per aumentare la pericolosità davanti.

Nella ripresa, sia sull’1-1 sia dopo il nuovo vantaggio del Genoa, Gasperini non ha puntato con decisione sugli attaccanti disponibili. Anzi, alcune scelte hanno fatto discutere: Bryan Zaragoza e Stephan El Shaarawy sono rimasti in panchina, mentre il giovanissimo Robinio Vaz è stato inserito soltanto nel finale.

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Per il diciannovenne si è trattato di sei minuti più recupero, con appena un pallone toccato e un fallo in attacco. Un impatto inevitabilmente timido, comprensibile per un giocatore ancora molto giovane e che deve trovare il giusto feeling con i meccanismi della squadra e con le richieste del suo allenatore.

Un dato in particolare racconta bene l’approccio della Roma nella gara di Marassi. Nei primi settanta minuti sono entrati due centrocampisti e due difensori centrali, non certo il segnale di una squadra pronta ad assaltare l’area avversaria. L’idea è sembrata piuttosto quella di provare a costruire gioco con il pallone tra i piedi, compensando così la mancanza di peso offensivo.

Il risultato, però, è stato evidente. La solitudine di Malen, l’inefficacia del giovane Venturino – alla seconda partita da titolare in carriera –, gli errori di Lorenzo Pellegrini e la pesantissima assenza sulla fascia di Wesley hanno finito per disegnare un attacco quasi innocuo.

Non a caso, l’unico vero squillo giallorosso è arrivato da palla inattiva, con la rete di Evan Ndicka, ancora una volta decisivo sui calci piazzati.

I numeri della partita confermano questa difficoltà offensiva. L’expected goals del Genoa è stato di 2.75, con undici tiri complessivi e cinque nello specchio della porta. La Roma invece si è fermata a 0.35 xG, con otto conclusioni totali ma soltanto una verso la porta. Una fotografia impietosa di una squadra che davanti ha prodotto davvero poco.

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Il messaggio che emerge è chiaro: Malen da solo non può bastare. La Roma ha bisogno di nuove soluzioni offensive e soprattutto di alternative credibili che possano accompagnarlo e alleggerire il suo lavoro.

Per questo motivo Gasperini guarda con attenzione all’infermeria. L’obiettivo è recuperare Matías Soulé già nei prossimi giorni, magari in tempo per la sfida di Europa League contro il Bologna, oppure per il delicatissimo scontro diretto Champions contro il Como.

Perché se la Roma vuole continuare a correre verso i suoi obiettivi stagionali, l’attacco non può più permettersi di viaggiare in solitudine. Malen compreso.

FOTO: Credits by Shutterstock.com



© RIPRODUZIONE RISERVATA



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