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Como-Roma, tensione tra Fabregas e Gasperini: niente stretta di mano e polemiche sull’espulsione di Wesley

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Il finale di Como-Roma non ha lasciato soltanto una sconfitta pesante per i giallorossi, ma anche un clima di forte tensione tra i due allenatori. Al termine della partita dello stadio Sinigaglia non c’è stata alcuna stretta di mano tra Cesc Fabregas e Gian Piero Gasperini, con il tecnico romanista che ha lasciato il campo visibilmente irritato per l’ennesimo episodio arbitrale contestato.

Il rapporto tra i due allenatori non è mai stato particolarmente idilliaco, ma quanto accaduto dopo la gara ha alimentato ulteriormente la distanza. Tutto nasce dalle polemiche per l’espulsione di Wesley, episodio che ha lasciato la Roma in inferiorità numerica negli ultimi venticinque minuti di partita e che Gasperini considera decisivo nell’economia del match.

A commentare per primo la mancata stretta di mano è stato proprio Fabregas, che non ha nascosto il proprio disappunto: «Quando perdo, quando vengo espulso o quando sono arrabbiato o contento, ho sempre dato la mano all’allenatore avversario. Per me è una questione di rispetto, è qualcosa che ho visto fare per tutta la vita».

La replica di Gasperini non si è fatta attendere ed è stata tutt’altro che morbida. L’allenatore giallorosso ha prima criticato l’episodio che ha portato al rosso per Wesley, sostenendo che la caduta di Diao non fosse causata dall’intervento del brasiliano ma da una trattenuta di Rensch: «Non è la prima volta che il Como si trova in situazioni del genere, sono episodi molto cercati. Anche troppo. Questo è diventato il calcio».

Il tecnico ha poi spiegato anche il motivo del mancato saluto con il collega spagnolo: «Il Como è una squadra forte, ma non stimo certi comportamenti, né in campo né in panchina».

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Nonostante la rabbia per la direzione arbitrale, Gasperini ha comunque difeso la prestazione della sua squadra, cercando di spostare subito l’attenzione sui prossimi impegni. «Ai giocatori non posso rimproverare nulla. Non ci sta girando bene: a Genova c’era un rigore clamoroso per vincere la partita. Episodi del genere cambiano le gare e giocare in dieci diventa complicato. In questo momento non è facile perché sono situazioni troppo evidenti per passare inosservate».

Il tecnico giallorosso ha poi sottolineato come la Roma fosse rimasta in partita finché è stata in parità numerica: «Questi ragazzi reagiscono sempre, lo hanno fatto dopo Genova e dopo Bologna. Contro il Como abbiamo avuto le nostre occasioni per tornare in vantaggio ma non le abbiamo sfruttate. Finché siamo stati undici contro undici la partita era equilibrata».

Gasperini ha infine lanciato anche una frecciata sul tema del mercato e della costruzione dell’attacco: «Quando abbiamo preso il gol stavano entrando Venturino e Vaz, due ragazzi di diciannove anni. A Roma ho dovuto adattarmi molto più che in altre esperienze. Non sempre ho potuto fare determinati cambi offensivi perché è stato difficile reperire alcuni giocatori con le caratteristiche necessarie. Nonostante questo, ci siamo sempre adattati e abbiamo costruito una stagione importante».

Nonostante il momento complicato, l’allenatore resta convinto delle potenzialità del gruppo: «Questi ragazzi sono straordinari per attaccamento alla maglia. Siamo ancora dentro a tutti i nostri obiettivi e ora dobbiamo concentrarci sulla prossima partita».

Il pensiero della Roma, infatti, è già rivolto al ritorno degli ottavi di Europa League contro il Bologna, un appuntamento decisivo che potrebbe ridare slancio alla stagione giallorossa. Anche se le polemiche del Sinigaglia, almeno per ora, continuano a far discutere.

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FOTO: Credits by Shutterstock.com



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