Campionato
Gasperini difende la Roma dopo il ko col Genoa: “Non siamo ridimensionati. Champions? Chi ha paura stia a casa”
La sconfitta della Roma a Marassi contro il Genoa lascia inevitabilmente strascichi e interrogativi. Gian Piero Gasperini, però, prova a respingere ogni lettura negativa della gara e a proteggere la squadra dopo il passo falso che ha complicato la corsa alla Champions League.
Secondo il tecnico giallorosso, infatti, il pareggio subito in rimonta contro la Juventus non ha avuto alcuna influenza sul risultato contro il Genoa. Una versione che però fatica a convincere, perché la sensazione vista in campo è stata diversa: una Roma apparsa spaesata e incapace di adattarsi al clima della partita, indirizzata fin dall’inizio sui binari dell’intensità e dell’agonismo dal Genoa di Daniele De Rossi.
Il match di Marassi ha mostrato una squadra giallorossa in difficoltà, poco lucida e spesso lontana dal ritmo imposto dagli avversari. Una situazione non abituale per la formazione di Gasperini, che nelle ultime settimane aveva mostrato solidità e continuità. Nel frattempo, la classifica si è improvvisamente complicata: la Roma è stata raggiunta dal Como e ora vede la Juventus a un solo punto di distanza, rendendo la corsa alla Champions League decisamente più difficile.
Nonostante tutto, Gasperini continua a difendere la prestazione dei suoi. «Non siamo mai stati messi sotto — ha spiegato l’allenatore —. Non è un momento positivo per noi, ma non usciamo ridimensionati da questa gara. Vedrete che reagiremo forte». Parole che ricordano da vicino quell’«Animo!» pronunciato pochi giorni prima dopo il pareggio contro la Juventus, nel tentativo di rialzare il morale della squadra.
In casa Roma, però, il nervosismo è evidente anche per alcune decisioni arbitrali. Gasperini si è soffermato in particolare su un episodio che avrebbe potuto cambiare la partita: il presunto fallo di mano di Malinovskyi su Koné quando il risultato era ancora sull’1-1. Un episodio che ha fatto infuriare il tecnico giallorosso.
«Dal campo quell’episodio non ci è sfuggito — ha attaccato Gasperini —. Non so perché il Var non sia intervenuto, l’immagine è abbastanza chiara. Se chi è al Var non richiama l’arbitro perché non ha certezza, allora deve cambiare mestiere». Un attacco duro, arrivato peraltro su un campo dove poche settimane fa anche il Napoli aveva ottenuto punti nel finale grazie a un rigore molto discusso.
Le proteste dell’allenatore non si fermano lì. Gasperini ha contestato anche la rimessa laterale da cui è nata l’azione del gol del 2-1 del Genoa, che secondo il tecnico sarebbe stata assegnata alla squadra sbagliata. «Le immagini sono chiare anche in questo caso — ha spiegato —. Certo, poi non è che ci attacchiamo a un fallo laterale…».
Al di là delle polemiche, Gasperini preferisce però concentrarsi sugli errori della sua squadra. «Abbiamo fatto un errore netto concedendo quel rigore — ha ammesso —. Dopo il pareggio pensavamo di poter vincere la partita con le squadre più lunghe e invece è arrivata la sconfitta».
Secondo il tecnico, però, la Roma non ha giocato male: «Lo spirito della squadra era altissimo. Svilar ha fatto una sola parata vera, nel finale su Malinovskyi».
Gasperini ha poi risposto anche a chi teme che questa battuta d’arresto possa compromettere la corsa alla Champions. La risposta del tecnico è stata netta: «Chi è preoccupato stia a casa. Siamo quarti in classifica e ci giochiamo l’ottavo di finale di Europa League contro il Bologna. Ci sono stagioni in cui guardi gli altri giocare. Qui invece siamo protagonisti».
Il tecnico guarda già ai prossimi impegni e alla necessità di arrivare alla sosta con una posizione di classifica solida. «Dobbiamo arrivare alla pausa mantenendo la nostra posizione e poi qualificarci in Europa League. L’atteggiamento di questi ragazzi è straordinario, posso rimproverare solo qualche episodio».
Infine Gasperini ha spiegato anche alcune scelte tattiche della gara, come l’esclusione iniziale di Venturino. «Non era la partita adatta a lui. Serviva gente di peso come Cristante ed El Aynaoui, perché giocare palla a terra era molto complicato».
Il tecnico giallorosso chiude comunque con un messaggio di fiducia: «Abbiamo poco da rimproverarci. Ora pensiamo alle prossime partite». A partire dalla sfida contro il Bologna, che potrebbe diventare già decisiva per rilanciare le ambizioni europee della Roma.
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