Notizie
Roma, allarme difesa: sette gol subiti nell’ultimo mese e la corsa Champions si complica
C’è una crepa nel muro difensivo della Roma. Quello che fino a poche settimane fa sembrava uno dei punti di forza della squadra di Gian Piero Gasperini oggi mostra segnali evidenti di cedimento. Le due reti incassate a Marassi contro il Genoa, nonostante il momentaneo pareggio firmato da Evan Ndicka, rappresentano l’ennesimo campanello d’allarme per un reparto che nell’ultimo mese ha perso molte delle certezze costruite durante la stagione.
I numeri raccontano con chiarezza la flessione della retroguardia giallorossa. Sette gol subiti nelle ultime settimane, anche a causa degli errori commessi nei big match contro Napoli e Juventus, hanno rallentato la corsa verso la qualificazione alla prossima Champions League. La classifica, infatti, si è improvvisamente complicata: la Roma è scivolata al quinto posto, superata dal Como, che sarà anche il prossimo avversario dei giallorossi nella sfida in programma domenica alle ore 18.
La prestazione difensiva vista a Marassi ha confermato il momento difficile del reparto arretrato. Mancini e Celik hanno mostrato diverse incertezze, mentre anche Ndicka, nonostante il terzo gol consecutivo in campionato, ha avuto responsabilità nella lettura dell’azione che ha portato al raddoppio del Genoa. Se davanti l’ivoriano ha vestito i panni del centravanti aggiunto, dietro ha perso lucidità proprio nel momento decisivo.
Le difficoltà non si fermano ai centrali. Anche gli esterni hanno faticato a garantire equilibrio. Rensch ha mostrato qualche difficoltà, mentre Tsimikas è apparso particolarmente impreciso, sbagliando diverse scelte e sprecando anche un assist piuttosto semplice per Donyell Malen, rimasto spesso isolato e poco supportato nel reparto offensivo.
La serata di Marassi ha invece regalato una grande soddisfazione a Daniele De Rossi, che con il suo Genoa ha battuto la Roma, la squadra della sua vita. L’ex capitano giallorosso ha commentato la vittoria con grande sincerità: «Non voglio dire che mi dispiace. Non devo giustificarmi, sarei un ipocrita», ha spiegato. Allo stesso tempo, però, De Rossi non ha nascosto il legame che lo unisce ancora al club romanista: «Questo sarà il mio destino finché non tornerò a Trigoria. È uno dei miei obiettivi e quando succederà tornerò a sperare che la Roma vinca tutte le 38 partite».
Dal canto suo, Gasperini ha preferito soffermarsi anche su un episodio arbitrale che avrebbe potuto cambiare il corso della partita. Il tecnico giallorosso ha contestato il mancato intervento del Var sul presunto fallo di mano di Malinovskyi, un episodio avvenuto quando il punteggio era ancora sull’1-1.
«È un episodio chiarissimo. Se il varista non ha certezze su una cosa del genere deve fare un altro mestiere», ha dichiarato l’allenatore della Roma con tono polemico. E con una battuta ha aggiunto: «A pallavolo un gesto del genere si chiama muro».
Il problema, però, non riguarda solo la direzione arbitrale. La situazione difensiva rischia di complicarsi ulteriormente nelle prossime settimane. Ndicka sarà squalificato per la prossima partita contro il Como, mentre Mario Hermoso non è ancora rientrato dall’infortunio.
Con il calendario sempre più fitto – giovedì la Roma affronterà il Bologna nell’andata degli ottavi di finale di Europa League – la squadra di Gasperini è chiamata a ritrovare rapidamente solidità e compattezza. Perché per continuare a inseguire la Champions League, la Roma deve ricostruire proprio da quello che fino a poco tempo fa era il suo reparto più affidabile: la difesa.
FOTO: Credits by Shutterstock.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA
