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Campionato

Como-Roma 2-1, numeri impietosi per i giallorossi: dominio lariano e crisi nelle sfide decisive

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La sconfitta della Roma contro il Como al Sinigaglia non è soltanto un passo falso nella corsa alla Champions League, ma anche il riflesso di una superiorità evidente dei lariani nel corso dei novanta minuti. La squadra di Cesc Fabregas, infatti, ha mostrato in questo momento un organico più profondo e qualitativamente più efficace, soprattutto quando si tratta di incidere con i cambi a partita in corso.

Il dato più significativo della gara è quello relativo alle conclusioni: la Roma ha tirato una sola volta nello specchio della porta, il rigore trasformato da Donyell Malen dopo appena sette minuti. Per il resto della partita, invece, il copione è stato dominato dal Como, che ha surclassato i giallorossi nelle statistiche con un impressionante “triplo sette”: sette tiri in porta, sette fuori e sette calci d’angolo. Le occasioni più nitide sono state tutte dei padroni di casa, che hanno anche colpito una traversa e creato più situazioni pericolose rispetto agli avversari.

L’episodio più contestato dalla Roma resta l’espulsione di Wesley al 19’ della ripresa, arrivata per un secondo cartellino giallo ritenuto eccessivo da molti osservatori. Tuttavia, al di là della decisione arbitrale, la partita era già saldamente nelle mani del Como, che ha costruito di più e con maggiore continuità rispetto alla squadra di Gian Piero Gasperini.

I numeri della stagione romanista iniziano a diventare pesanti. Con quella del Sinigaglia, la Roma ha incassato la decima sconfitta in campionato e la tredicesima complessiva, un bilancio che racconta chiaramente le difficoltà della squadra. Nelle ultime cinque giornate sono arrivati nove gol subiti, mentre in fase offensiva l’unico vero punto di riferimento resta Malen, autore di sette reti nelle ultime nove partite di Serie A. Senza il contributo dell’attaccante olandese la situazione sarebbe stata probabilmente ancora più complicata.

Un altro dato che pesa è quello relativo agli scontri diretti: contro le prime sette squadre della classifica, la Roma è la formazione che ha raccolto meno punti, appena sei. Un limite evidente per una squadra che ambisce alla Champions. Al contrario il Como vive il momento opposto: nelle ultime settimane ha recuperato otto punti proprio sui giallorossi, infilando la quarta vittoria consecutiva e salendo al quarto posto solitario, superando anche la Juventus.

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Eppure la partita era iniziata bene per la Roma. Il vantaggio è arrivato grazie al rigore trasformato da Malen, nato da una pressione alta che ha provocato un errore nell’uscita dal basso del Como tra Sergi Roberto e Diego Carlos, con quest’ultimo costretto a fermare irregolarmente El Shaarawy. Da quel momento in poi, però, la gara è stata quasi interamente nelle mani dei lariani.

Il Como ha dimostrato grande efficacia nella riaggressione e nel recupero immediato del pallone, anche se non è riuscito a concretizzare subito le occasioni create da Nico Paz e Ramon. La squadra di Fabregas ha comunque mantenuto il controllo del match senza correre rischi significativi.

La Roma, invece, è apparsa priva di idee e costretta a inseguire gli avversari per lunghi tratti della gara. Alcuni elementi chiave sono sembrati lontani dalla miglior condizione: Koné è apparso fuori fase, mentre Celik e Pellegrini non sono riusciti a dare il contributo sperato. È mancata soprattutto la supremazia sulle fasce, fatta di sovrapposizioni e cambi di posizione, un marchio di fabbrica del calcio di Gasperini che al Sinigaglia non si è visto.

Nella ripresa la stanchezza ha iniziato a farsi sentire e il pareggio del Como è arrivato anche per una linea difensiva mal gestita sul fuorigioco, con Hermoso e Rensch in ritardo nell’uscita. Il sorpasso, firmato da Diego Carlos con un tap-in ravvicinato, è stato la naturale conseguenza di una pressione sempre più insistente da parte dei padroni di casa.

Nel finale la Roma non è più riuscita a reagire. La squadra è apparsa svuotata e incapace di costruire un vero assalto alla porta avversaria. Ora i giallorossi devono ritrovare rapidamente energie e convinzione, perché il calendario non concede tregua. Giovedì all’orizzonte c’è il ritorno europeo contro il Bologna, una sfida decisiva per proseguire il cammino in Europa League. Un appuntamento da non fallire, ma che anche i rossoblù considerano fondamentale per la propria stagione.

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FOTO: Credits by Shutterstock.com



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