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Roma, progetto giovani e Champions: da Venturino a Ghilardi e Pisilli, la rivoluzione di Gasperini
Che la Roma non fosse un instant team costruito per vincere subito lo scudetto era chiaro fin dall’estate. Avere undici Malen renderebbe tutto più semplice, ma la realtà è diversa: competere con le superpotenze europee resta complicato e Gian Piero Gasperini lo sa bene. Per questo ha scelto un’altra strada. Non quella dell’illusione, ma quella della crescita. Graduale, strutturata, concreta.
Col passare dei mesi il gruppo dei fedelissimi si è allargato. Una macchina guidata dai leader storici, ma potenziata da nuovi innesti che stanno alzando il livello. L’ultima scoperta si chiama Lorenzo Venturino. Diciannove anni, arrivato a Roma quasi in sordina, ha capito subito cosa significhi vestire il giallorosso quando ha trovato i giornalisti ad attenderlo a Fiumicino. Neanche il tempo di ambientarsi e si è ritrovato in campo contro il Milan. Un po’ per necessità, un po’ perché le qualità non mancano. Contro la Cremonese ha cambiato il volto della partita: un gol sfiorato, tre passaggi chiave e il 100% dei duelli vinti. Il diritto di riscatto fissato a 8 milioni può diventare un affare, e il suo percorso potrebbe intrecciarsi con quello di Baldanzi. Gasperini è pronto a dargli continuità: il talento va alimentato, non frenato.
La Roma, tra le prime quattro della Serie A, è quella che schiera l’undici titolare più giovane. Non è un dettaglio. A gennaio è arrivato anche Vaz, investimento importante da 22 milioni per un classe 2007 che per ora ha visto poco il campo, ma a Trigoria giurano che il suo momento arriverà. Il primo baby a imporsi con continuità è stato Wesley: classe 2003, titolare nella Roma e nella nazionale brasiliana, simbolo di un progetto che guarda avanti. Nella stessa generazione c’è anche Soulé, altro tassello su cui costruire il futuro.
Ma la vera sliding doors della stagione porta il nome di Ghilardi. Le prime diciotto giornate senza una titolarità, poi la svolta il 6 gennaio a Lecce. Da quel momento è diventato un punto fermo: sette titolarità nelle ultime otto di campionato, senza timore contro Milan e Napoli, ora atteso dalla Juventus. E pensare che il suo agente aveva già fissato un incontro con Massara per valutare un prestito, con il Torino in pressing. Le prestazioni hanno ribaltato tutto.
Storia simile per Pisilli. Anche lui vicino all’addio, tentato dall’ipotesi di seguire De Rossi a Genova. Ma per un ragazzo cresciuto a Casal Palocco era troppo presto per lasciare casa. In poche settimane è diventato il centrocampista più prolifico della rosa con tre reti, e contro la Cremonese, in appena 18 minuti, ha strappato applausi a scena aperta.
Nel corso della stagione c’è stata gloria anche per Arena (2009) e Ziolkowski (2005), segnali chiari di un vivaio che respira e produce. Il futuro è in buone mani, ma soprattutto è nelle mani dell’allenatore. Gasperini ha conquistato la squadra, poi l’ambiente, infine i più scettici. Non promette miracoli immediati, ma costruisce basi solide.
La Roma forse non è nata per vincere subito, ma sta diventando qualcosa di diverso: una squadra giovane, affamata, ambiziosa. E con un progetto chiaro, la Champions non è più un sogno lontano. È un obiettivo concreto, da inseguire con il coraggio dei suoi ragazzi.
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