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Roma, Robinio Vaz sotto i riflettori: dalla pressione dei 25 milioni alla chance da titolare con Malen
A diciotto anni, arrivare alla Roma per 25 milioni di euro significa portarsi addosso aspettative enormi. Robinio Vaz lo sa bene: la pressione di una piazza esigente non si può ignorare, si può solo affrontare. E il giovane attaccante francese, passo dopo passo, sta provando a reggere il peso di un investimento importante.
Il suo percorso è stato rapido, quasi forzato. In poche settimane è passato dall’essere una soluzione marginale, il quarto centravanti nelle gerarchie, a diventare una delle prime alternative offensive. Le assenze prolungate di Dovbyk e Ferguson, ormai fuori da mesi, hanno accelerato inevitabilmente il suo inserimento, costringendolo a bruciare le tappe.
Vaz si è presentato a Trigoria con discrezione, cercando subito di integrarsi nel gruppo. Il legame con Koné e Ndicka è stato immediato, anche per una questione linguistica, mentre il percorso di adattamento al calcio italiano è ancora in evoluzione. Ma i segnali sono incoraggianti.
Contro il Bologna, sia all’andata che al ritorno, ha lasciato intravedere le sue qualità: velocità, imprevedibilità e capacità di incidere nei momenti chiave. Non ancora continuità, ma lampi che hanno convinto Gasperini a considerarlo seriamente per una maglia da titolare.
Il paragone con grandi campioni è fuori luogo. Non si tratta di un fenomeno precoce alla Mbappé, ma di un talento in crescita che ha bisogno di tempo. E proprio per questo, la partita contro il Lecce potrebbe rappresentare una tappa importante: la prima occasione per vederlo dall’inizio accanto a Malen.
Una coppia offensiva giovane e costosa, da oltre 50 milioni complessivi, chiamata a dare nuova linfa a un attacco in difficoltà. Perché la Roma ha bisogno di gol da più giocatori: non può bastare il solo Malen nella corsa Champions.
La pausa imminente potrebbe rappresentare un’opportunità ulteriore. Con molti compagni impegnati con le nazionali, Trigoria si svuoterà e Vaz sarà tra i pochi a lavorare direttamente con Gasperini, in un periodo che prevede anche un richiamo di preparazione. Un’occasione preziosa per crescere ancora.
Il tempo è dalla sua parte, ma il presente chiama. La partita contro il Lecce non sarà decisiva per il suo percorso, ma può rappresentare un passo importante nella sua maturazione. La Roma, invece, non può più aspettare. E oggi, anche dalle spalle di un diciottenne, può passare una parte del suo futuro.
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