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Roma, la “Gasp Dance” e la difesa d’Europa: 16 gol subiti e 12 clean sheet, così si sogna la Champions
C’è un reel che sta facendo il giro dei social: Gian Piero Gasperini che accenna un ballo davanti alla Monte Mario prima di imboccare le scale verso gli spogliatoi. Un gesto spontaneo, quasi liberatorio. Non è solo folklore: è il simbolo di una squadra che sta viaggiando al ritmo imposto dal suo allenatore. Una danza di soddisfazione, sì. Perché i numeri parlano chiaro.
La Roma non sarà l’Atalanta scintillante di Bergamo, non segna a raffica e non sempre incanta, ma ha costruito le sue ambizioni su basi solidissime. E quelle basi sono dietro. Con 16 gol subiti in 26 giornate e 12 clean sheet, la squadra giallorossa vanta la miglior difesa tra i top campionati europei per media reti incassate (0,6 a partita). Numeri da scudetto, almeno per quanto riguarda la tenuta difensiva. Il titolo forse resta un miraggio, ma la Champions League è un obiettivo sempre più concreto.
Il merito è di un reparto che si è evoluto nel tempo. All’inizio il terzetto difensivo aveva un volto diverso: Hermoso centrale di destra, poi spostato sul centrosinistra accanto a Mancini e Ndicka. Una metamorfosi continua, che ha trovato nuove certezze con l’inserimento di Ghilardi, arrivato tra lo scetticismo generale e oggi diventato molto più di una semplice alternativa. Cresciuto anche attraverso errori, il giovane difensore si è trasformato in un vero e proprio “dodicesimo”, pronto a prendersi responsabilità pesanti. Contro la Juventus, con ogni probabilità, toccherà a lui sostituire proprio Hermoso, fermato da un risentimento muscolare all’ileopsoas accusato nel riscaldamento contro la Cremonese.
Se prima la Roma si reggeva soprattutto sulle parate decisive di Svilar, oggi il lavoro difensivo parte molto più avanti. Gli avversari arrivano meno al tiro, vengono aggrediti con marcature implacabili. Mancini è una certezza granitica, Ndicka è diventato un marcatore di livello internazionale – tanto da attirare attenzioni dalla Premier e dalla Liga – mentre Hermoso, quando è disponibile, aggiunge esperienza e personalità. Senza dimenticare Ziolkowski, già decisivo in Europa League con il gol che ha regalato l’accesso diretto agli ottavi, e un Celik capace di adattarsi anche nei tre dietro quando chiamato in causa.
Il confronto europeo rafforza la dimensione del risultato: l’Arsenal di Arteta, che fino a poche settimane fa insidiava la Roma per il primato difensivo, ha incassato 21 reti come il Real Madrid. Oggi a competere con i giallorossi c’è soprattutto il Paris Saint-Germain, campione d’Europa in carica. Un paragone che, fino a poco tempo fa, sarebbe sembrato irrealistico.
La Roma non è perfetta, ma si sta avvicinando alla versione più solida possibile. Meno spettacolo, più equilibrio. Meno frenesia, più controllo. Gasperini lo sa, e forse per questo si concede un ballo davanti alla tribuna. Perché quando costruisci una squadra che concede pochissimo e cresce settimana dopo settimana, puoi permetterti anche un passo di danza. E continuare a sognare in grande.
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