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Roma in crisi, Champions a rischio: crollo nel 2026 tra infortuni, difesa fragile e tensioni a Trigoria
La corsa Champions della Roma si complica sempre di più. Un solo punto nelle ultime tre partite ha rallentato drasticamente la squadra di Gian Piero Gasperini, facendo scivolare i giallorossi lontano dal quarto posto. Quello che fino a poche settimane fa sembrava un obiettivo concreto, oggi appare come un miraggio sempre più distante.
Le cosiddette “idi di marzo” tornano a pesare sul destino romanista, confermando una tendenza negativa già vista nelle ultime stagioni. Una fase dell’anno in cui la rosa corta e le difficoltà strutturali della squadra finiscono per incidere pesantemente sui risultati, indipendentemente dall’allenatore in panchina.
Al di là degli episodi arbitrali che hanno fatto discutere – come il rigore non concesso a Genova o l’espulsione di Wesley contro il Como – la crisi della Roma è ormai evidente. L’unico modo per provare ad arginarla, almeno nel breve periodo, passa dalla sfida decisiva di giovedì contro il Bologna in Europa League.
I numeri in campionato, però, raccontano una realtà preoccupante. Nel 2026 la Roma sarebbe addirittura ottava per rendimento, con appena 18 punti raccolti. Un dato che stride con le ambizioni del club, soprattutto se confrontato con altre squadre: in testa c’è l’Inter con 32 punti, mentre anche il Genoa di Daniele De Rossi ha fatto meglio, arrivando a quota 19. Tutto questo nonostante l’impatto positivo di Donyell Malen, autore di 7 gol in 10 partite, unico vero punto fermo dell’attacco.
Il confronto con il recente passato è impietoso. La Roma era stata protagonista nella classifica solare del 2025, mentre oggi si ritrova a vivere un crollo improvviso e difficile da spiegare. Proprio per questo motivo, a Trigoria è tornato anche Ryan Friedkin, deciso ad analizzare da vicino le cause di questo momento negativo.
Il clima, infatti, è tornato a essere teso. Ai tifosi non è piaciuto neppure il silenzio di Claudio Ranieri dopo il discusso rosso a Wesley contro il Como, un’assenza comunicativa che ha alimentato ulteriori malumori nell’ambiente.
Le cause della crisi sono molteplici. In primo luogo, pesano gli infortuni e la totale emergenza offensiva. La Roma detiene un record negativo: ben quattro giocatori con la stagione praticamente compromessa – Dovbyk e Ferguson sicuramente fuori, con Dybala e Angeliño quasi nella stessa situazione – a cui si aggiunge la pubalgia cronica di Soulé. Una condizione che costringe Gasperini a utilizzare sempre gli stessi uomini, spesso adattando modulo e soluzioni tattiche.
A questo si somma il rendimento altalenante di alcuni giocatori chiave. Koné e Mancini, in particolare, sono apparsi in difficoltà nelle ultime uscite, dando la sensazione di aver perso brillantezza proprio nel momento più delicato della stagione.
Infine, il dato più allarmante riguarda la fase difensiva. Nel 2026 la Roma ha subito il triplo dei gol rispetto al girone d’andata: 9 reti incassate nelle ultime 5 partite, con una media di 1,8 a gara, contro le appena 14 subite nelle precedenti 24 (0,58 di media). Un crollo evidente della solidità che aveva rappresentato uno dei punti di forza della squadra.
Ora il tempo stringe. Tra campionato ed Europa League, la Roma è chiamata a una reazione immediata per non compromettere definitivamente la stagione. Ma per invertire la rotta servirà molto più di una semplice vittoria: servirà ritrovare identità, energie e certezze che, oggi, sembrano smarrite.
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