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Roma-Juventus, Gasperini: “I dettagli decidono tutto”. Sfida chiave per la Champions
È sempre una questione di dettagli. Centimetri, attimi, scelte. Nei big match la differenza tra esultare e recriminare è sottilissima. Un episodio può trasformarsi in un rigore che rimette in corsa contro il Milan, una distrazione può costare un pareggio amaro come quello incassato al Maradona nel finale. Il calcio che pesa davvero non perdona: servono testa, equilibrio e precisione. E per la Roma è arrivato il momento della verità.
Gian Piero Gasperini lo sa bene. È alla ricerca del primo squillo romanista in uno scontro diretto che può incidere profondamente sulla corsa Champions. La parola chiave è equilibrio, ma anche mentalità. «Dobbiamo pensare all’interpretazione della gara, perché a livello interiore questo tipo di partite viaggiano spesso sul filo dell’equilibrio. A volte sono dettagli impalpabili quelli che spostano il risultato. Adesso entriamo in una fase in cui è importante dare continuità e cercare filotti di vittorie. In questo periodo si può strappare e staccarsi in classifica, ed è quello che dobbiamo fare».
La classifica è corta, viva, nervosa. I quattro punti di vantaggio sulla Juventus sono un margine importante, ma non definitivo. «Sono punti significativi ma non determinanti. Credo che la competizione si deciderà più avanti, speriamo di giocarci tutto nelle ultime domeniche». L’obiettivo è chiaro: difendere il quarto posto che vale un tesoro vicino ai quaranta milioni e, se possibile, allungare proprio sulla squadra di Spalletti.
È anche la sfida tra due maestri della panchina: 1014 punti in Serie A per Gasperini, 1024 per Luciano Spalletti. Esperienza e idee chiare. «È sempre stato qualcosa che ci ha identificato: vincere attraverso il gioco. Credo che sarà una partita tra due squadre che cercano il risultato offrendo qualità, con poche speculazioni. Entrambe giocheranno per vincere». Niente calcoli, dunque, ma coraggio.
La stagione, però, non si gioca su un solo fronte. Campionato ed Europa League si intrecciano in un calendario fitto. «Dobbiamo restare dentro a tutto. Tre mesi sembrano pochi ma sono tanti. Serve essere competitivi in campionato e rimanere in corsa in Europa. Quando arriveranno le partite decisive, bisognerà farsi trovare pronti». Anche la flessibilità tattica diventa un’arma: difesa a tre o a quattro, scelte da modulare in base all’avversario e al momento della gara.
Poi c’è l’Olimpico, fattore emotivo non secondario. Sugli spalti potrebbe esserci anche Francesco Totti, e la battuta di Gasperini racconta lo spirito della vigilia: «Lo farei giocare subito». Perché nelle notti che pesano, la Roma ha bisogno di tutto: qualità, personalità, cuore. E soprattutto di quei dettagli che separano il restare in corsa dal volare verso la Champions.
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