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Roma, tour de force decisivo: cinque partite in 15 giorni tra Champions e Europa League
Dopo un mese di febbraio relativamente tranquillo, con una sola partita a settimana che ha permesso a Gian Piero Gasperini di lavorare con continuità su schemi, condizione fisica e recupero degli infortunati, per la Roma è arrivato il momento più duro della stagione. Marzo si apre infatti con un calendario durissimo, un vero e proprio tour de force che potrebbe indirizzare in modo decisivo il finale di stagione giallorosso.
La squadra capitolina si prepara ad affrontare tre trasferte consecutive nell’arco di una settimana: prima la sfida contro il Genoa, poi la trasferta europea contro il Bologna nell’andata degli ottavi di Europa League, quindi lo scontro diretto di campionato contro il Como. Ma il ciclo non si fermerà qui. Allargando lo sguardo, la Roma dovrà disputare cinque partite in quindici giorni, considerando anche il ritorno europeo contro il Bologna all’Olimpico e la gara di campionato contro il Lecce.
Un calendario estremamente intenso che mette insieme Serie A ed Europa League, un mix capace di definire buona parte delle ambizioni stagionali prima della sosta per gli impegni internazionali. In questo periodo la Roma si gioca tantissimo: il quarto posto in campionato resta l’obiettivo principale, ma parallelamente c’è il percorso europeo, competizione che Gasperini ha spesso utilizzato per ruotare la rosa e dare spazio a molti giocatori.
Proprio in Europa League si sono visti con maggiore continuità elementi come El Aynaoui, Ziolkowski, Gollini, Ferguson e Tsimikas, mentre la crescita di Niccolò Pisilli è partita proprio dalle gare di coppa. Anche Ghilardi ha trovato spazio e fiducia nelle partite internazionali, dimostrando come la competizione europea possa rappresentare un’importante occasione di crescita per tutta la rosa.
Il percorso nella fase campionato ha premiato la Roma con l’ottavo posto finale, conquistato grazie al gol decisivo di Ziolkowski nei minuti finali della trasferta di Atene. Un risultato che ha permesso ai giallorossi di evitare il turno intermedio dei playoff, garantendo settimane di lavoro più gestibili. All’epoca Gasperini aveva ridimensionato l’importanza del vantaggio: “Non so se siamo tra le favorite. Giocare i playoff non sarebbe stato un problema. A volte si sentono esagerazioni: due partite in più non avrebbero creato difficoltà, anzi avremmo potuto coinvolgere ancora di più la rosa. Il vero problema sono sempre gli infortuni”.
Guardando indietro, però, le settimane con meno impegni si sono rivelate preziose, soprattutto alla luce delle difficoltà fisiche che hanno colpito alcuni giocatori chiave come Dybala, Hermoso e Soulé.
Ora la Roma si prepara a una settimana di viaggi e partite che la vedrà muoversi come una pallina da ping pong tra Trigoria e tre città del Nord: Genova, Bologna e Como. Tre trasferte ravvicinate che significano cambi continui di campo, hotel, preparazioni rapide e tempi di recupero ridotti. Un logorio fisico e mentale notevole, aggravato anche dagli spostamenti e dalla necessità di rimettersi subito in viaggio dopo ogni gara.
Tra tutte le sfide, quella contro il Como assume un peso particolare: si tratta di un vero e proprio spareggio per la zona Champions, una partita che potrebbe incidere direttamente sulla classifica e sulle ambizioni europee dei giallorossi.
La settimana successiva non offrirà comunque tregua. All’Olimpico tornerà l’Europa League con Roma-Bologna, gara decisiva per conquistare il pass per i quarti di finale, prima di chiudere il ciclo con Roma-Lecce. Una partita che sulla carta potrebbe sembrare più abbordabile, ma che storicamente si è rivelata spesso ricca di insidie per i giallorossi.
Per Svilar e compagni si tratta dunque di quindici giorni decisivi, in cui la Roma dovrà dimostrare maturità, resistenza fisica e mentalità vincente per restare in corsa su entrambi i fronti: Champions League in campionato e sogno europeo in Europa League.
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