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Roma, sconfitta identitaria a Como: Gasperini perde la sua squadra e ora serve una svolta

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Non è stata solo una sconfitta. Quella contro il Como è stata una sconfitta identitaria per la Roma, perché perdere può capitare, ma smarrire la propria natura è un segnale ben più preoccupante. La squadra di Gian Piero Gasperini, nota per aggredire le partite e imporre il proprio ritmo, al Sinigaglia ha fatto esattamente il contrario: ha subito il gioco avversario, perdendo quella unicità che ne aveva caratterizzato il percorso.

Da quel momento è partito il classico toto-spiegazioni. C’è chi parla di stanchezza mentale, chi di un contraccolpo psicologico, chi di un calo atletico o degli errori arbitrali. Altri puntano il dito sugli infortuni, sulle difficoltà difensive, sul mercato di gennaio o su un gruppo storico che sembra aver raggiunto il proprio limite. La verità, probabilmente, sta nel mezzo: è un insieme di fattori che ha portato a un calo evidente.

I numeri, del resto, sono chiari: solo due vittorie nelle ultime dieci partite. Un rendimento che fotografa una squadra in difficoltà, lontana parente di quella vista nella prima parte della stagione.

Analizzando le ultime gare contro Juventus, Genoa e Como, emerge un dato significativo: gli avversari sono sempre riusciti a cambiare la partita in corsa grazie alle sostituzioni. Le mosse di Spalletti, De Rossi e Fabregas hanno inciso, ribaltando inerzie e risultati. Dall’altra parte, invece, Gasperini ha avuto meno armi a disposizione.

A Como, ad esempio, il tecnico ha rilanciato dal primo minuto El Shaarawy, fermo da tempo, per poi affidarsi al giovane Vaz a gara in corso, lasciando in panchina soluzioni come Zaragoza e Venturino. Scelte obbligate più che strategiche, figlie di una rosa corta e di alternative limitate, soprattutto nel reparto offensivo.

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Il confronto è inevitabile: Gasperini è sempre stato un allenatore capace di ruotare uomini e attaccanti, ma oggi si trova a gestire una situazione opposta, con pochi cambi realmente incisivi. Ed è proprio qui che si è creata la differenza.

Come uscirne? La priorità è limitare i danni. La Roma deve ottenere un risultato positivo nel ritorno di Europa League contro il Bologna e poi battere il Lecce prima della sosta. Una pausa che potrebbe rivelarsi fondamentale per recuperare energie e uomini.

La sosta permetterà infatti di riavere Soulé, di avvicinare il rientro di Dybala e soprattutto di lavorare sulla condizione fisica di quei giocatori che oggi appaiono in affanno. Perché il problema è anche lì: gambe pesanti e poca lucidità nei momenti decisivi.

Eppure, non tutto è perduto. Se è vero che novembre e marzo sono spesso mesi complicati per le squadre di Gasperini, è altrettanto vero che i finali di stagione del tecnico sono quasi sempre in crescendo. E con nove partite di campionato e una coppa ancora da giocare, il margine per raddrizzare la stagione esiste. A una condizione, però: ritrovare al più presto la vera Roma. Quella che attacca, pressa e domina. Perché senza identità, non si va lontano.

FOTO: Credits by Shutterstock.com



© RIPRODUZIONE RISERVATA



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