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Roma, Malen trascinatore: sei gol in sette partite e ora tutto l’attacco giallorosso pesa sulle sue spalle
Il sorriso non gli manca mai. E non potrebbe essere altrimenti, considerando sei gol nelle prime sette partite con la maglia della Roma. Ma dietro l’entusiasmo e la naturalezza con cui ha conquistato Trigoria si nasconde anche una responsabilità enorme. Oggi Donyell Malen non è soltanto un attaccante in grande forma: è diventato il punto di riferimento assoluto dell’attacco giallorosso.
Il finale di stagione che attende la Roma rischia di trasformarsi in una vera e propria prova di resistenza per l’olandese. Un periodo fitto di impegni tra campionato ed Europa League, con partite ravvicinate che potrebbero chiedergli gli straordinari. Quelle sfide che esaltano i grandi attaccanti e costruiscono i protagonisti, ma che allo stesso tempo possono mettere a dura prova le energie di un giocatore diventato ormai indispensabile.
La situazione del reparto offensivo a Trigoria è infatti complicata. Oggi il centravanti della Roma è Malen. Dietro di lui, praticamente il vuoto. Gli infortuni hanno svuotato il reparto: Paulo Dybala resterà fuori per almeno un mese e mezzo, Evan Ferguson ha praticamente chiuso la stagione, mentre Artem Dovbyk tornerà non prima di un mese. In questo scenario l’olandese è rimasto l’unico vero riferimento offensivo della squadra.
Alle sue spalle c’è solo la prospettiva rappresentata dal giovane Robinio Vaz, talento classe 2007 appena entrato nel mondo romanista. Un attaccante di diciannove anni, con entusiasmo e margini di crescita importanti, ma che ha bisogno di tempo per adattarsi ai meccanismi del Fulvio Bernardini. Finora non è mai partito titolare e il suo percorso di inserimento resta graduale.
Per questo motivo Gian Piero Gasperini sta studiando soluzioni per gestire al meglio il suo centravanti. L’idea è chiara: allenamenti calibrati, lavoro specifico per evitare sovraccarichi muscolari e una gestione attenta delle energie. Perché oggi Malen è diventato il giocatore più decisivo della rosa.
I numeri raccontano perfettamente il suo impatto. In appena sette partite ha già raggiunto Soulé, finora miglior marcatore stagionale della Roma con sei gol. Ma il contributo dell’olandese va ben oltre le reti segnate. Dal suo debutto è primo in Serie A per tiri totali (36), tiri in porta (13), conclusioni dentro l’area (31), tocchi in area (70) ed expected goals (5,48). Numeri che spiegano come Malen non sia soltanto un finalizzatore, ma anche un attaccante capace di creare costantemente pericoli, attaccare la profondità e mettere sotto pressione le difese avversarie.
Non sorprende, quindi, che la Serie A lo abbia premiato come miglior giocatore del mese di febbraio, riconoscimento che riceverà all’Olimpico prima della partita contro il Lecce. Nel frattempo, la speranza di Gasperini e dei tifosi romanisti è che il bottino dell’olandese continui a crescere nelle prossime trasferte contro Genoa, Bologna e Como.
La Roma, infatti, sta inseguendo la Champions League seguendo la scia dei suoi gol. E mentre Malen continua a trascinare la squadra, prende forma anche il suo futuro in giallorosso. Il riscatto obbligatorio fissato a 25 milioni di euro – legato alla qualificazione in Champions o alla vittoria dell’Europa League – appare ormai sempre più probabile.
Anzi, considerando l’impatto devastante avuto nelle prime settimane, la valutazione del giocatore sembra già cresciuta. E se in futuro la Roma dovesse persino pensare a una cessione, il club potrebbe incassare almeno una decina di milioni in più rispetto alla cifra del riscatto.
In un momento in cui l’attacco romanista vive tra emergenze e soluzioni improvvisate, una certezza resta. Malen oggi vale oro. Per i suoi gol, per i suoi numeri e per quella solitudine da bomber che pesa sulle sue spalle ma che, partita dopo partita, continua a illuminare il cammino della Roma.
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