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Roma, Gasperini guarda avanti: difesa, condizione fisica e attacco le chiavi per restare in corsa tra Champions ed Europa League
La polemica sul possibile rigore non concesso alla Roma per il tocco di mano di Malinovskyi sul tiro di Koné ha animato il dibattito dopo la sconfitta di Genova. Un episodio che ha fatto discutere e che può avere anche una dimensione mediatica. Ma all’interno di Trigoria l’attenzione resta concentrata su altro. Il VAR, infatti, non può diventare un alibi per spiegare una partita o una stagione.
La linea indicata da Gian Piero Gasperini nel dopogara è stata chiara: guardare avanti e concentrarsi sugli obiettivi ancora alla portata. «Dobbiamo arrivare alla sosta nella posizione in cui siamo e in più abbiamo l’Europa League», ha spiegato l’allenatore giallorosso.
Tradotto in termini concreti: nelle prossime settimane la Roma dovrà difendere il quarto posto in campionato e provare a conquistare i quarti di finale europei eliminando il Bologna. Una sorta di percorso obbligato, quasi un divieto di sosta da rispettare fino alla pausa. Per riuscirci, però, ci sono almeno tre aspetti fondamentali su cui lavorare.
Il primo riguarda l’assetto difensivo. Nelle ultime settimane qualcosa si è incrinato nel reparto che per lunghi tratti della stagione era stato uno dei punti di forza della squadra. Le ragioni sono diverse: uno Svilar meno miracoloso rispetto ai mesi precedenti, un Mancini apparso in calo di forma e più nervoso del solito, oltre a una minore compattezza tra i reparti.
I numeri raccontano bene questa involuzione. Nelle prime 24 giornate di campionato la Roma aveva incassato appena 14 gol. Nelle ultime quattro partite, invece, ne sono arrivati 7, praticamente un terzo del totale stagionale. Un dato che ha fatto scendere la Roma dal primato difensivo del campionato, con i giallorossi ora dietro al Milan e alla pari del Como.
Il secondo nodo riguarda la condizione fisica della squadra. Alcuni giocatori appaiono stanchi e stanno pagando lo sforzo accumulato nei mesi precedenti. Non è un caso che già a novembre il preparatore atletico Borelli avesse spiegato la programmazione del lavoro: «Abbiamo lavorato per essere al top da ottobre fino a febbraio, poi a marzo vedremo».
Quel momento sembra essere arrivato. Mancini, Pellegrini, Cristante, Celik e lo stesso Koné stanno mostrando segnali di affaticamento. Il problema è che questo calo arriva prima ancora dell’inizio del periodo più intenso della stagione, quello delle partite ravvicinate tra campionato ed Europa League.
Il terzo punto riguarda invece le soluzioni offensive. Gli infortuni hanno certamente complicato il lavoro di Gasperini, ma non spiegano completamente le difficoltà del reparto.
Alcuni giocatori sono ancora acerbi per essere decisivi dall’inizio, come Venturino, mentre altri avrebbero bisogno di tempo ma anche di fiducia per esprimersi al meglio, come Robinio Vaz. Poi c’è il caso di Bryan Zaragoza, arrivato come rinforzo ma utilizzato pochissimo perché considerato non ancora pronto per determinate partite.
Proprio su questi giocatori, però, la Roma deve costruire le proprie alternative. Guardare indietro non serve più: inutile pensare a chi poteva arrivare sul mercato, come Raspadori o Boga, nomi che in passato erano stati accostati alla squadra e proposti proprio a Gasperini.
La realtà è quella attuale e il margine per fare meglio rispetto alla prestazione di Genova esiste. La Roma è ancora dentro a tutti gli obiettivi stagionali, ma per restarci dovrà ritrovare solidità difensiva, energie fisiche e nuove soluzioni offensive. È esattamente la direzione indicata da Gasperini. Adesso tocca alla squadra dimostrare di poterla seguire.
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