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Roma, crollo dopo il sogno: da miglior difesa d’Europa a crisi totale, numeri e cause del tracollo giallorosso
Dalle stelle alle stalle. O, per usare le parole di Gian Piero Gasperini, “il meglio e il peggio”. La stagione della Roma si è spezzata in due tronconi opposti, quasi inconciliabili: una prima parte entusiasmante, da squadra in corsa per il vertice, e un finale che ha assunto i contorni di un incubo.
Fino al 30 novembre, dopo la vittoria contro il Napoli, i giallorossi potevano addirittura sognare il primo posto. Oggi, invece, la fotografia è completamente diversa: una squadra in caduta libera, frenata da limiti strutturali, assenze pesanti e responsabilità diffuse che coinvolgono tutti, dai giocatori allo staff tecnico.
Il punto di rottura è ben definito. Il pareggio subito in extremis contro la Juventus il primo marzo ha rappresentato lo spartiacque psicologico della stagione. In quel momento la Roma occupava il quarto posto, con un vantaggio rassicurante di otto punti proprio sui bianconeri. Poi, improvvisamente, il crollo.
Da quella rete nel finale firmata da Gatti è iniziata una spirale negativa: sconfitte contro Genoa e Como, fino alla dolorosa eliminazione dall’Europa League contro il Bologna. In meno di tre settimane, la squadra è passata dalla lotta Champions a una crisi profonda, tanto nei risultati quanto nelle prestazioni.
Il dato più preoccupante riguarda la difesa. Da punto di forza assoluto a tallone d’Achille, in un ribaltamento tanto rapido quanto inspiegabile. Prima della sfida con la Juventus, la Roma vantava una media di appena 0,71 gol subiti a partita. Dopo quel match, il dato è schizzato fino a 2,4 reti incassate di media, numeri che certificano una fragilità evidente e difficile da gestire.
Le statistiche complessive sono altrettanto impietose. Quattordici sconfitte stagionali, di cui dieci in campionato, un bilancio che riporta alla memoria una delle annate più complicate della storia recente, quella del 2012-2013. Un confronto pesante, che evidenzia quanto la stagione attuale abbia preso una piega negativa.
E ora resta poco tempo per rimediare. Nove partite ancora da giocare, con quattro trasferte decisive, rappresentano l’ultima occasione per provare a salvare il salvabile. Ma la sensazione è che la Roma abbia perso smalto, energie e soprattutto certezze.
Il problema non è solo fisico, ma anche mentale. La squadra ha smesso di correre e, soprattutto, di difendere con solidità, elementi che avevano caratterizzato la prima parte di stagione. Senza una reazione immediata, il rischio è quello di chiudere l’annata nel modo peggiore, vanificando quanto di buono costruito nei mesi iniziali.
La Roma è davanti all’ultimo bivio. Ritrovare equilibrio e dignità sportiva o sprofondare definitivamente. La risposta arriverà nelle prossime settimane.
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