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Arbitri, bufera sui voti: 8.70 a Massa dopo Como-Roma scatena le polemiche
Il sistema di valutazione degli arbitri torna al centro del dibattito e, dopo quanto accaduto in Como-Roma, le polemiche sono esplose con forza. Un meccanismo considerato da molti ormai superato, che potrebbe essere presto rivisto nell’ambito della nuova riforma ispirata al modello PGMOL, attesa dopo il Consiglio federale del 19 marzo.
Al centro della discussione c’è il voto assegnato a Davide Massa, direttore di gara della sfida del Sinigaglia. Nonostante le forti contestazioni per l’arbitraggio, in particolare per il secondo giallo a Wesley, giudicato da molti inesistente, l’Osservatore arbitrale ha attribuito al fischietto ligure un sorprendente 8.70, ovvero praticamente il massimo previsto dalle tabelle di valutazione.
Un giudizio che ha lasciato increduli addetti ai lavori e tifosi, soprattutto alla luce di una prestazione che ha generato numerose discussioni. La motivazione ufficiale, infatti, parla di una direzione “eccellente”: «Prestazione di alto livello. Ha diretto bene una gara difficile per contesto ed episodi, valutati nel modo giusto e risolti brillantemente. Ha mostrato grande personalità, con una conduzione tecnico-disciplinare eccellente. Sbavature insignificanti in una direzione di gara di qualità».
Parole che contrastano nettamente con la percezione generale della partita, soprattutto per quanto accaduto nella seconda parte di gara. L’episodio dell’espulsione di Wesley resta il simbolo di una direzione arbitrale fortemente contestata e che ha inciso sull’andamento del match.
Non è la prima volta che il sistema di valutazione finisce sotto accusa. Già nelle scorse settimane aveva fatto discutere il voto assegnato a Manganiello dopo Inter-Atalanta, giudicato troppo generoso nonostante errori evidenti. Un segnale di un sistema che, secondo molti osservatori, fatica a garantire trasparenza e coerenza nei giudizi.
Proprio per questo motivo, la riforma in cantiere potrebbe rappresentare un passaggio fondamentale. L’idea è quella di introdurre un modello più moderno, capace di valutare le prestazioni arbitrali in maniera più oggettiva e credibile.
Se però i cambiamenti dovessero tardare, il rischio è che situazioni come quella di Como continuino ad alimentare sfiducia e polemiche. Perché quando il giudizio ufficiale si discosta così nettamente dalla realtà percepita, il problema non è solo l’episodio in sé, ma l’intero sistema che lo valuta.
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