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Roma, crisi di condizione: gli “highlanders” di Gasperini in calo e la squadra rallenta
La crisi della Roma non è solo una questione di risultati o episodi. Dietro il momento difficile della squadra di Gian Piero Gasperini c’è anche un problema più profondo: la condizione fisica in calo di molti titolari, quelli che il tecnico ha spesso definito gli “highlanders”, ovvero i giocatori sempre presenti, sempre utilizzati, sempre al centro del progetto.
Oggi, però, proprio loro sembrano avere le “ruote sgonfie”. Dopo mesi giocati ad alta intensità, la fatica inizia a presentare il conto. I ritmi si abbassano, la lucidità cala e le prestazioni ne risentono. È uno dei fattori chiave che spiegano il momento negativo dei giallorossi.
Il caso più evidente è quello di Manu Koné, lontano parente del centrocampista dominante visto nella prima parte di stagione. Anche nella sfida contro il Como il francese ha commesso errori insoliti, segnale di una condizione non ottimale. Non a caso è tra i più utilizzati: oltre 2.500 minuti tra campionato e coppe. Lo stesso Gasperini aveva sottolineato come faccia fatica a recuperare tra una partita e l’altra, soprattutto quando i match sono intensi sul piano fisico.
Ma Koné non è l’unico. Anche Mancini, Cristante, Svilar, Pellegrini, Celik e Hermoso stanno vivendo un momento di flessione. Giocatori fondamentali, che hanno tirato la carretta per mesi, ma che ora appaiono in difficoltà proprio nella fase più delicata della stagione.
Il problema è amplificato dalla mancanza di alternative. Gli infortuni hanno ridotto al minimo le rotazioni, costringendo Gasperini a schierare quasi sempre gli stessi uomini. In attacco, ad esempio, la situazione è emblematica: dei quattro giocatori arrivati a gennaio, solo uno ha trovato continuità, mentre gli altri sono stati utilizzati a singhiozzo. A questo si aggiungono le assenze pesanti e prolungate, che hanno limitato ulteriormente le scelte.
In vista della sfida europea contro il Bologna, servirà una risposta immediata. Gasperini dovrebbe riportare Mancini nel ruolo di braccetto destro, considerato il più adatto alle sue caratteristiche, mentre Cristante potrebbe avanzare al fianco di Pellegrini per garantire fisicità e supporto a Malen, ancora una volta punto di riferimento offensivo.
La gara si preannuncia una battaglia e richiederà intensità, contrasti e presenza fisica. Ma per continuare a inseguire l’obiettivo Champions, la Roma ha bisogno soprattutto di ritrovare la miglior versione dei suoi uomini chiave.
Perché il problema, oggi, è evidente: la testa a volte gira a vuoto, le gambe non rispondono più come prima. Ed è proprio da qui che nasce una crisi che rischia di compromettere il finale di stagione.
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