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Stadio della Roma a Pietralata, Veloccia replica a Zaratti: “Critiche fuorvianti, investimento da oltre un miliardo”
Il dibattito sul nuovo stadio della Roma a Pietralata continua ad accendersi anche sul piano politico. Dopo le critiche mosse da Filiberto Zaratti, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-presidente del Consiglio Federale Nazionale, è arrivata la replica dell’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia, intervenuto ai microfoni di Agenparl per chiarire alcuni punti del progetto.
Veloccia ha contestato le osservazioni avanzate dal parlamentare, definendole “sbagliate e fuorvianti”, e ha voluto ribadire la portata dell’investimento che la società giallorossa è pronta a sostenere per la realizzazione del nuovo impianto.
Secondo quanto spiegato dall’assessore, il progetto prevede oltre un miliardo di euro di investimenti complessivi, destinati non solo alla costruzione dello stadio ma anche alla riqualificazione dell’intera area. Nel piano sono inclusi la trasformazione urbanistica della zona, la realizzazione di un parco pubblico di oltre sette ettari e la gestione e manutenzione delle aree affidate in concessione.
Veloccia ha inoltre sottolineato come la scelta della Roma di realizzare direttamente alcune opere pubbliche a scomputo degli oneri rappresenti un elemento positivo. Questa modalità, prevista dal codice dei contratti pubblici, trasferisce infatti responsabilità e rischi dell’esecuzione dal settore pubblico al privato, alleggerendo il peso sull’amministrazione.
Un altro punto affrontato riguarda le polemiche relative al verde e ai possibili ritrovamenti archeologici nell’area di Pietralata. Anche su questo aspetto l’assessore ha ribadito che i dati contenuti nei documenti ufficiali parlano chiaro: il progetto prevede circa 12 ettari di verde fruibili dai cittadini, oltre all’integrazione degli eventuali reperti archeologici nel disegno complessivo dell’intervento.
Veloccia ha infine ricordato che l’Assemblea Capitolina sarà chiamata nuovamente a esprimersi sul progetto, nonostante la normativa sugli stadi non lo richiedesse obbligatoriamente. Una scelta, ha spiegato, voluta proprio dall’amministrazione per garantire maggiore trasparenza e partecipazione nel processo decisionale.
Il messaggio dell’assessore è stato chiaro: si può essere contrari alla costruzione di nuovi impianti sportivi per ragioni ideologiche, ma secondo Veloccia non sarebbe corretto utilizzare argomentazioni considerate pretestuose per ostacolare un progetto che, nelle intenzioni del Comune e della Roma, rappresenta uno dei più importanti interventi di riqualificazione urbana previsti nella Capitale.
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