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Arbitri nel caos, Gravina annuncia la riforma: “Clima insostenibile, serve più serenità”
Il tema arbitrale continua ad agitare il calcio italiano e la FIGC corre ai ripari con una riforma destinata a cambiare profondamente il sistema. L’obiettivo, dichiarato dal presidente Gabriele Gravina, è quello di creare una classe di direttori di gara per Serie A e Serie B sul modello inglese, riducendo al minimo il margine di errore.
L’idea è quella di partire già dalla prossima stagione, ma nel frattempo resta da concludere quella in corso in un clima che, al momento, è tutt’altro che sereno. Lo stesso Gravina, intervenuto a margine della presentazione del Premio Bearzot, ha fotografato una situazione delicata: “Pensare di azzerare al 100% l’errore arbitrale è impossibile. Ma stiamo lavorando con l’AIA per ottenere il miglior risultato possibile. Se oggi ci sono due episodi su venti partite, rispetto ai dieci di qualche anno fa, significa che c’è stato un miglioramento. Tuttavia, l’aria che si respira è diventata insopportabile, dobbiamo ritrovare serenità”.
Accanto al numero uno della Federcalcio, il vicepresidente dell’AIA, Francesco Massini, ha difeso con forza la categoria: “La classe arbitrale italiana è la migliore. Lo dico con convinzione, conoscendo l’impegno e la dedizione dei nostri arbitri. Con maggiore serenità, tutti ne trarremmo beneficio”.
Il dialogo tra FIGC e AIA resta aperto, ma non privo di tensioni. La riforma, infatti, prevede la creazione di una struttura indipendente per la gestione di un gruppo selezionato di arbitri professionisti, un’ipotesi che non convince pienamente l’associazione arbitrale. Nei prossimi giorni è atteso un nuovo incontro per approfondire il progetto.
Intanto, all’interno della stessa AIA emergono malumori legati alla crescente esposizione mediatica degli arbitri, in particolare per trasmissioni come “Open VAR”. Gravina non si sbilancia ma apre alla riflessione: “Valuteremo insieme all’AIA i pro e i contro. La trasparenza è importante, ma è stata anche strumentalizzata. Dobbiamo evitare che venga utilizzata in modo negativo”.
Il presidente federale ha poi affrontato un tema ancora più grave, quello delle violenze nei confronti dei direttori di gara. Un fenomeno su cui la linea è durissima. Emblematico il caso della giovane arbitra Valentina Zamburru, aggredita durante una partita Under 17 in Sardegna: “Abbiamo applicato la massima sanzione possibile, una sorta di ergastolo sportivo. Non accettiamo più comportamenti del genere. È vergognoso che una persona adulta possa arrivare a fratturare la mascella di una ragazza di 17 anni”.
Gravina ha ribadito la sua posizione senza mezzi termini: “Siamo e saremo intransigenti. Chi si rende protagonista di simili atti deve restare fuori dal calcio per sempre”.
Tra riforme strutturali, tensioni ambientali e lotta alla violenza, il sistema arbitrale italiano si trova davanti a un passaggio cruciale. L’obiettivo è chiaro: migliorare la qualità delle decisioni e restituire serenità a un contesto che, oggi più che mai, appare sotto pressione.
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