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Stadio della Roma a Pietralata, via libera dell’Assemblea Capitolina: progetto approvato, prima pietra nel 2027
Lo stadio della Roma a Pietralata compie un passo decisivo verso la realizzazione. L’Assemblea Capitolina ha infatti approvato la delibera relativa al progetto definitivo del nuovo impianto giallorosso, sancendo un momento storico per il club e per la città.
Il voto è stato chiaro e senza opposizioni: 44 consiglieri presenti, 39 favorevoli, 5 astenuti e nessun contrario. Numeri che fotografano non solo la solidità della maggioranza, ma anche una posizione dell’opposizione che ha scelto di non ostacolare un progetto destinato a trasformare profondamente un intero quadrante urbano della capitale.
Per la Roma si tratta di un passaggio fondamentale. Dopo anni di progetti, tentativi e attese, il nuovo stadio non è più soltanto un’idea o un sogno raccontato nel tempo: l’iter amministrativo procede e l’impianto comincia a prendere forma nella zona di Pietralata.
Il progetto non riguarda soltanto la costruzione di uno stadio da oltre 60mila posti, ma anche una grande operazione di riqualificazione urbana. L’intervento prevede infatti undici ettari complessivi di verde e spazi pubblici, aree accessibili ai cittadini e una trasformazione del quadrante vicino alla stazione Tiburtina.
Il sindaco di Roma ha sintetizzato il valore dell’opera sottolineando la portata dell’intervento per la città: «Si tratta di un’area più grande di Villa Celimontana, realizzata e mantenuta interamente dal club. Sarà una nuova grande villa di Roma. È una giornata storica per la città».
Tra i momenti più significativi della seduta in Aula c’è stato anche l’intervento del consigliere ed ex difensore giallorosso Ubaldo Righetti, che ha ricordato il vecchio sogno di uno stadio di proprietà coltivato prima da Dino Viola e poi da Franco Sensi. Un percorso lungo decenni che oggi sembra finalmente arrivare a una svolta concreta.
Durante il dibattito è arrivato anche il riconoscimento per il lavoro portato avanti dalla proprietà americana. Il sindaco ha infatti ringraziato pubblicamente la famiglia Friedkin per l’impegno mostrato nel seguire il progetto e nel portarlo avanti negli ultimi anni.
Ora l’attenzione si sposta sui prossimi passaggi burocratici. Il percorso dovrà affrontare il PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale), che include la Valutazione di Impatto Ambientale e tutte le autorizzazioni necessarie per la realizzazione dell’opera.
Successivamente partirà la Conferenza dei Servizi decisoria, che sarà convocata dopo la conclusione degli scavi archeologici nell’area di Pietralata, ripresi proprio nelle ultime settimane.
L’obiettivo temporale indicato dalle istituzioni è chiaro: arrivare alla posa della prima pietra all’inizio del 2027, una data simbolica perché coincide con il centenario della fondazione della Roma, nata nel 1927.
Il nuovo impianto è stato inoltre inserito nel dossier italiano per gli Europei del 2032, e il rispetto delle scadenze è considerato fondamentale. I lavori dovranno essere avviati entro marzo 2027, anche grazie al possibile supporto del commissario straordinario che potrebbe contribuire a velocizzare le procedure.
In Aula, nel giorno del voto, era presente anche Lucia Bernabé, responsabile delle relazioni istituzionali della Roma per il progetto stadio. Un segnale dell’attenzione con cui il club segue ogni passaggio dell’iter.
Se il cronoprogramma verrà rispettato, il nuovo stadio potrebbe aprire le porte intorno al 2030. Dopo anni di attese e progetti sfumati, la Roma sembra finalmente vedere concretizzarsi il progetto della sua casa di proprietà. Non più un sogno lontano, ma l’inizio di una nuova era per il club giallorosso e per la città.
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