Europa League
Gasperini: “Hermoso è pronto, l’Europa League è una nostra priorità. Malen ricorda Milito”
Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida di Europa League contro il Bologna. Queste le sue dichiarazioni:
Hermoso è pronto per giocare?
“Lo vediamo domani. Ma nel momento in cui è convocato, è disponibile per giocare. Poi vediamo se dall’inizio o a gara in corso, potrebbe essere dall’inizio e poi magari una sostituzione“.
Questa doppia sfida di Europa League e domenica il Como. Ha delle priorità? Le sue scelte saranno influenzate?
“No, ogni partita è importantissima, domani per l’Europa League e domenica per il campionato. Non credo si possano fare calcoli, anzi, non faremo calcoli e penseremo a dare il massimo in ogni partita“
Vorrei chiederle come sta Pellegrini. A parte l’errore, ha giocato sette gare da titolare, ha stanchezza nelle gambe? Era partito in uscita e adesso è diventato quasi indispensabile in quella mattonella di campo. Come sta? Ha parlato con lui con del suo futuro visto che il tempo passa e il discorso rinnovo è sempre attuale.
“Non è un argomento che dobbiamo affrontare in questo momento, assolutamente. Siamo in un momento molto importante del campionato e dell’Europa League. L’attenzione di tutti, mia e sua, sicuramente in primis, è solo rivolta alle prestazioni e alle partite. Poi ci possono essere delle gare in cui giochi meglio e altre in cui fai più fatica, ma questo rientra nella normalità di tutti, non solo sua, ma di tutti quanti“.
Prima di Panathinaikos-Roma disse che la priorità era il campionato. Malen è sembrato troppo solo a Genova. Domani può cambiare qualcosa?
“Giochiamo sempre in 11, non possiamo metterne di più. Non è quello il problema. Come avete rilevato voi stiamo facendo più gol, non è un problema. Il problema è dettato dalle gare, alle volte costruisci di più, altre meno, ma come avete detto il trend è positivo grazie all’arrivo di Malen che ci ha dato pericolosità. Non ricordo di avere parlato di priorità, ma la priorità sono tutte e due le competizioni. Lo era anche la Coppa Italia. Abbiamo sempre pensato a giocare al massimo per tutti gli obiettivi. Non vedo come si possa fare delle scelte, non si può giocare meno per determinate competizioni. Si dà il massimo sempre, se non ci riusciamo non è per scelta“.
A che punto è l’inserimento di Zaragoza?
“Abbiamo questa situazione in attacco dove sicuramente abbiamo perso tanti giocatori rispetto all’andata, come Dovbyk, Ferguson, Dybala, Baldanzi, Soulé. Però abbiamo Malen, che ci ha dato sicuramente un valore aggiunto, anche se abbiamo perso un po’ di numeri. Sugli altri numeri stiamo cercando di inserire i giocatori, tra cui Zaragoza, che non ha giocato l’ultima partita, ma che è sempre entrato in campo nelle gare precedenti. È arrivato da meno di un mese e ha sempre partecipato. Poi, non è facile per nessuno arrivare a gennaio e fare quello che ha fatto Malen, ma questi sono casi abbastanza rari. L’inserimento dei giocatori che arrivano a gennaio è sempre un po’ più lungo. Rimango convinto che Zaragoza, ad esempio, ha fatto un ottimo assist, e spero che nelle prossime partite possa essere protagonista in positivo. Chi arriva a gennaio ha sempre qualche difficoltà di inserimento, anche dal punto di vista fisico, ha bisogno di qualche settimana per inserirsi al meglio. In quel ruolo stiamo ruotando i giocatori, in assenza di Dybala, Soulé, eccetera, stiamo ruotando diversi giocatori. Quello che sta giocando con più continuità è sicuramente Pellegrini, gli altri, come Venturino, che ha ripreso da pochissimo, El Shaarawy che è stato fuori tanto, Zarogaza, Vaz, che sono arrivati, stanno cercando di inserirsi”.
Come si spiega l’andamento in Europa delle italiane? Chi passa questo turno avrà la forza di arrivare fino in fondo?
“Intanto almeno un’italiana passa sicuro. Quest’anno, però, è ancora più negativo di altri anni, soprattutto per quel che riguarda la Champions e l’Europa League, perché la Roma ha vinto la Conference qualche anno fa, ma la Champions manca da tanto. L’Europa League non si vinceva dagli anni ’90, l’Inter ha vinto la Champions nel 2010, ma in generale sono davvero tanti anni. Negli ultimi 25 anni, per 15 anni, non ci sono state squadre italiane. Quest’anno la situazione è ancora peggiore e si collega anche ai problemi del campionato, con le difficoltà della nazionale, che speriamo fortemente possa qualificarsi. Quindi, non è una cosa casuale. Sicuramente abbiamo qualche difficoltà, è inutile nasconderlo. Probabilmente siamo tutti coinvolti, l’allenatore, la società e probabilmente anche l’informazione, che devono individuare le cause. Non possono essere solo una sostituzione o un modulo tattico, è un problema più profondo, che deriva probabilmente anche dai settori giovanili e dal modo in cui vengono costruite le squadre. Il nostro campionato, se i risultati sono questi, ha qualche problema che va affrontato e coinvolge sicuramente tutti“.
Malen può giocarle tutte?
“Noi in attacco siamo in emergenza da tempo. Ho detto prima che i numeri sono cambiati: rispetto all’andata abbiamo perso cinque giocatori, tra cui El Shaarawy. Poi, per quanto riguarda gli attaccanti veri, come Malen in questo momento, abbiamo Vaz, che è anche un ragazzo giovanissimo, un campionato arrivato, e Arena che è ancora più giovane e non può essere neanche nella lista, quindi dobbiamo lavorare con Venturini. Sicuramente ci sono delle emergenze in attacco, ma i numeri sono migliorati. Su questo cerchiamo di completarci e di giocare le nostre gare al meglio, come stiamo facendo. Per quanto riguarda il discorso dei moduli e dei minuti, cerchiamo di gestire le risorse al meglio, ma alla fine, come dico sempre, il riposo è solo la notte”.
Le due punte insieme dal 1′ sono proponibili dal 1′?
“Tutto è proponibile. Se a Genoa ho adottato quella scelta è perché la ritenevo come soluzione migliore. Vaz ha fatto tante presenze da quando è arrivato, deve crescere. Se ho fatto altre scelte, poi, è sempre perché le ritenevo le migliori” .
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