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Europa League

Roma-Bologna 3-4 dts: Cambiaghi gela l’Olimpico, giallorossi fuori dall’Europa League

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A nove minuti dalla fine del secondo tempo supplementare si consuma la beffa più dolorosa per la Roma: il Bologna colpisce quando le energie sono ormai esaurite e spegne definitivamente i sogni europei dei giallorossi. Una battaglia lunga, intensa, giocata fino all’ultimo respiro, ma decisa ancora una volta da due distrazioni fatali. Ai quarti va il Bologna, che sfiderà l’Aston Villa, mentre alla Roma restano solo rimpianti e la necessità di rialzarsi in campionato.

Eppure la squadra di Gian Piero Gasperini aveva dato tutto. Sotto di due gol, capace di rimontare e persino di sfiorare la vittoria, trascinata da un grande Pellegrini, dal solito Malen, dalla generosità di Vaz e da un Olimpico straordinario, pieno di bandiere e passione. Ma non è bastato.

Il tecnico giallorosso aveva poche alternative, tra assenze pesanti e una condizione mentale fragile, e ha provato a giocarsela con le proprie certezze: aggressione alta, ritmo e intensità. Il piano, però, si è scontrato con la qualità del Bologna. Nel primo tempo, infatti, i rossoblù passano in vantaggio con Rowe, imprendibile per Mancini, capace di punire la Roma con un destro dal limite.

La reazione giallorossa è immediata: Pellegrini colpisce il palo su punizione e, sugli sviluppi del corner, è ancora Ndicka a trovare il pareggio con un colpo di testa preciso. Ma proprio nel momento migliore, arriva un’altra ingenuità: El Shaarawy stende Zortea in area e concede il rigore trasformato da Bernardeschi.

Nella ripresa la Roma prova a rientrare in partita, ma l’attacco fatica a incidere. L’ingresso di Vaz sembra dare nuova linfa, ma subito dopo arriva il colpo del Bologna: errore difensivo tra Cristante e Ndicka e gol di Castro per il 3-1 che sembra chiudere i giochi.

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Sembra, appunto. Perché la Roma ha il merito di non arrendersi. Vaz lotta su ogni pallone, si procura il rigore trasformato da Malen e riaccende l’Olimpico. Pellegrini sfiora il pareggio su punizione, ma è solo il preludio al 3-3: il capitano trova l’angolino con un sinistro preciso e riporta tutto in equilibrio.

Ai supplementari, però, emerge la differenza nelle rotazioni. Vincenzo Italiano può contare su cambi freschi come Orsolini, Cambiaghi e Dallinga, mentre la Roma resta senza energie e alternative. E proprio uno dei nuovi entrati decide la partita: Cambiaghi, approfittando di un errore di Ndicka, trafigge Svilar e firma il definitivo 3-4.

Una sconfitta che fa male, perché arrivata dopo una rimonta eroica e davanti a un pubblico straordinario. La Roma esce dall’Europa con il cuore, ma paga ancora una volta errori difensivi e limiti strutturali.

Ora resta una sola strada: il campionato. Con una Champions League da inseguire e una stagione da salvare, anche se le certezze, oggi, sono sempre meno.

FOTO: Credits by Shutterstock.com



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