AS ROMA NEWS TIAGO PINTO SVILAR DYBALA – Il filo che lega Tiago Pinto ai suoi ex calciatori non si è mai spezzato. L’ex General Manager della Roma, intervenuto ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, ha raccontato il rapporto umano e professionale che continua a mantenere con molti giocatori passati sotto la sua gestione in giallorosso e, prima ancora, al Benfica. Un legame che va oltre il calcio giocato e che affonda le radici nelle emozioni vissute durante le trattative, nei momenti difficili e nei percorsi di crescita condivisi.
“Se vedi il mio telefono ci sono le notifiche per tutti i giocatori che ho preso. Quando fanno bene gli scrivo, quando si infortunano gli scrivo, saranno sempre i miei giocatori”, ha spiegato Pinto, sottolineando quanto per lui sia complicato separare il ruolo dirigenziale dal lato emotivo. “Per me è difficile oltrepassare la barriera dell’emozione, prendere un giocatore è sempre qualcosa di speciale perché devi convincerlo, devi convincere il procuratore e conoscere la famiglia”.
Tra i ricordi più forti c’è senza dubbio quello legato a Paulo Dybala, un’operazione che ha segnato profondamente l’ex dirigente giallorosso: “Ci sono situazioni che non dimenticherò mai: la situazione di Dybala per il modo, mi ha colpito”. Ma un posto speciale lo occupa anche Mile Svilar, con cui il rapporto è cresciuto nel tempo: “Con lui c’è un rapporto, abbiamo iniziato più o meno lo stesso giorno: io inizio da direttore sportivo del Benfica a maggio e lui arriva ad agosto, dopo lo porto a Roma. Con Svilar c’è una vita insieme, è come con Ruben Dias”.
Pinto ha poi allargato il discorso al settore giovanile, spiegando come i rapporti umani siano rimasti solidi anche con i più giovani: “Magari ad altri piace più parlare di Lukaku o Dybala o tanti che ho preso al Benfica, ma ho un rapporto con i ragazzi del settore giovanile del Benfica e della Roma”. Un legame che continua anche lontano dai riflettori: “Poco tempo fa sono andato a cena con Bove, spesso parlo con gli altri bambini che erano lì in quel momento, lo stesso con quelli del Benfica. Mantengo sempre il rapporto”.
Infine, un pensiero speciale anche per Dean Huijsen, talento seguito con grande attenzione: “Se devo sceglierne uno, la situazione di Dybala e Svilar è importante, ma non posso dimenticare Huijsen: l’ho preso due volte, è un bambino molto speciale, è un altro che non dimenticherò e non lo dico perché stanno facendo bene. Tutti e tre sono carini con me”.
Parole che raccontano un dirigente diverso dal solito, capace di mettere al centro le persone prima ancora dei calciatori, e che spiegano perché, anche a distanza di tempo, il nome di Tiago Pinto resti legato a doppio filo alla Roma e ai suoi protagonisti.
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